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Scuola, 700 cattedre ancora scoperte nel Bellunese. All’Ufficio scolastico si lavora fino a sera

Preoccupazione per le graduatorie dei supplenti istituite in tempi brevi: in caso di errori, c’è il rischio di lunghi ricorsi

BELLUNO.

Sono settecento le cattedre ancora scoperte nelle scuole della provincia di Belluno. Una situazione che non sorprende, visto che si ripete all’inizio di ogni anno scolastico. Ma questa volta la situazione rischia di complicarsi a dismisura. Il motivo è presto spiegato: le graduatorie delle supplenze sono di nuova istituzione e il rischio è che molti dei docenti chiamati a ricoprire i posti vacanti non abbiano le carte in regola, innescando una serie di ricorsi giudiziari.


La situazione

«Ad oggi abbiamo fatto un centinaio di nomine di supplenti, ma la strada è ancora lunga, visto che ne mancano ancora 700», sottolinea il direttore dell’ufficio scolastico provinciale Massimiliano Salvador, che attende la firma del ministro dell’Istruzione per diventare a pieno titolo il capo dell’ex provveditorato. «Parliamo di cattedre intere, ma anche di spezzoni orari per incarichi annuali (fino al 31 agosto) o fino al 30 giugno. I nostri uffici sono al lavoro h24 per riuscire a concludere il prima possibile queste operazioni». Operazioni che, come evidenzia lo stesso Salvador, «quest’anno sono particolarmente complicate a causa dell’istituzione delle graduatorie per le supplenze (Gps), redatte in meno di venti giorni, senza possibilità di controllo dei dati e dei punteggi».

Una situazione che preannuncia una serie infinita di ricorsi. Se infatti il docente nominato in base alla graduatoria, dopo il controllo delle segreterie scolastiche, non dovesse risultare idoneo, dovrà essere licenziato. Ma chi si troverà in questa situazione potrà opporsi e ricorrere al Tar.

L’ufficio in difficoltà

Un duro lavoro per l’ex provveditorato, che si trova con il personale ridotto al lumicino. «Dei 20 dipendenti ministeriali che dovremmo essere, siamo rimasti in sette», dicono le rsu dell’ufficio. «Per fortuna ci vengono in aiuto personale tecnico, bidelli e anche un paio di amministrativi, per un totale di altre nove persone». Tutto questo non basta ancora: «Lavoriamo anche al sabato e qualcuno resta qui fino a sera inoltrata per smaltire il lavoro. Ma chi di dovere non può sempre far leva sul senso del dovere del personale per ottenere i risultati e arrivare a una pianta organica completa». «Con il nuovo metodo di reclutamento, le cosiddette Gps, una mano importante ce l’hanno data anche le scuole con le loro verifiche», proseguono quelli delle rsu, «ma il grosso del lavoro è in capo a noi dell’ufficio provinciale scolastico».

Il secondo giorno di scuola

Intanto anche il secondo giorno di scuola è andato in archivio senza troppi scossoni. Al liceo Lollino, dove il gel igienizzante è stato realizzato in laboratorio in modo autonomo, le lezioni per i 62 iscritti sono partite ad orario pieno (dalle 8 alle 13) per le classi quarte e quinte. Oggi sarà la volta delle terze, mentre da domani anche prime e seconde saranno a pieno regime. Resta l’apprensione per come andrà l’anno e la convivenza con il Covid-19, per questo motivo è già stata allestita un’aula virtuale per l’eventuale didattica a distanza. —

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