Tunnel Pala Rossa, Dalla Torre chiede alla Regione i soldi che mancano

Il sindaco di Sovramonte sollecita Zaia a intervenire: «Il Veneto non fa una bella figura con il Trentino che ha già messo più soldi»

SOVRAMONTE

La Regione si metta una mano sul cuore e l’altra sul portafogli. E tiri fuori quei 3 milioni di euro di cofinanziamento che mancano per far finalmente partire i lavori della galleria della Pala Rossa. Evitando al Veneto una figuraccia con i trentini che di soldi ne hanno già messi molti di più per quell’opera, che doveva partire già nel 2018 e che è destinata a risolvere il nodo critico del collegamento tra il Feltrino e il Primiero.


A una settimana dal voto Federico Dalla Torre, sindaco di Sovramonte, chiama in causa il presidente regionale Zaia per chiedere «un intervento risolutivo», ovvero l’assegno da 3 milioni della quota veneta, da sommare ai 9 milioni messi dalla Provincia autonoma di Trento e agli 8 milioni dei Fondi dei Comuni confinanti.

Soldi «indispensabili per la realizzazione della galleria Pala Rossa», scrive Dalla Torre a Zaia e al presidente trentino Fugatti, «il cui progetto, dal dicembre 2018, mi risulta in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per procedere con l’appalto».

Di traverso, per realizzare il progetto ideato nel 2016 in sede di programmazione dei Fondi di confine, si è messo il passaggio della Sr 50 ad Anas, con il cofinanziamento di 3 milioni che, spiega Dalla Torre, «che la Regione del Veneto aveva garantito e che a tutt’ora non è stato ancora erogato».

«Se consideriamo anche che la Provincia di Trento mette a disposizione la maggior parte del cofinanziamento», fa notare senza tanti giri di parole Dalla Torre, «ritengo che la Regione Veneto in questo modo non faccia una bella figura».

Dalla Torre si augura quindi che Zaia, a cui si rivolge, riesca a trovare un accordo di ristoro dell’anticipo con Anas e a tirar fuori i 3 milioni di euro che servono per anticipare la somma mancante, «altrimenti siamo ad un vicolo cieco senza possibilità di soluzione».

L’alternativa, dice Dalla Torre, è quella di «deludere i miei concittadini che ogni giorno usufruiscono della Sr 50 e che da tempo attendono la realizzazione dell’opera a garanzia di una più sicura e scorrevole viabilità».

E non si tratta solo dei sovramontini, dice il sindaco: è tutto il Feltrino ad aspettarsi che partano i lavori della galleria: «Noi sindaci del Feltrino abbiamo scelto di investire una somma ingente dei Fondi dei Comuni confinanti su questo progetto». Soldi che il territorio ha avuto «grazie ai referendum comunali per il cambio di regione».

Chi ha buon orecchio per intendere, insomma, intenda. —
 

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