Plateatici esterni gratuiti fino a fine anno: «Siamo al lavoro per mantenerli nel 2021»

La promessa dei Comuni: «Baristi e ristoratori soddisfatti? Bene, continueremo ancora a dare loro una mano»

BELLUNO

In pieno inverno non sarà facile tenere i plateatici riscaldati. «Però sono importanti, per questo proveremo a mantenerli anche ai piedi delle Dolomiti», assicura Luca Dal Poz, direttore di Confcommercio. Giovanni Zubiolo, gestore dell’Enoteca Mazzini, in centro a Belluno, si è già fatto avanti, in Comune, per sapere che cosa accadrà dal 31 dicembre (è appena arrivata la proporga di due mesi dal Governo), quando si concluderà la copertura economica garantita da Roma.


«Considerato l’ottimo riscontro avuto dall’ampliamento degli spazi esterni di bar, pizzerie e ristoranti, penso che continueremo quest’esperienza», anticipa l’assessore Yuki d’Emilia del Comune di Belluno. «L’obiettivo, sempre che ci siano richieste, è concedere le autorizzazioni per la stagione invernale».

Stesso discorso per Feltre: «Anche da noi è stato un successo», dice l’assessore Irma Visalli, «e credo che la linea politica della nostra amministrazione non muterà nei prossimi mesi. Continueremo ad andare incontro alle esigenze dei gestori. È chiaro che con l’inverno subentrerà il problema delle copertura dei plateatici, che a Feltre è più difficile da risolvere rispetto a Belluno. Servirà, quindi, un’azione coordinata, soprattutto nei centri storici, per garantire la miglior qualità possibile alle installazioni».

Una quarantina, circa, le autorizzazioni di ampliamento in comune. Più di 200 in provincia. «A Longarone», spiega il sindaco Roberto Padrin, «abbiamo anticipato lo stesso Governo concedendo gli ampliamenti. Addirittura abbiamo permesso a bar o ristoranti di occupare anche il plateatico del negozio vicino, se chiuso, ovviamente in accordo col proprietario».

Padrin assicura che questa misura sarà prevista anche l’anno prossimo: «E possibilmente», sospira, «senza tasse, come quest’anno, perché gli effetti della pandemia non sono affatto rientrati».

Già, perché fino a oggi il plateatico esterno è gratis, ben s’intende anche il suo aumento. «Ma il prossimo anno, se ci fosse l’opportunità, io sono anche disposto a pagare», afferma Zubiolo. La sua enoteca conta, all’esterno, pochi tavoli, però il gestore riconosce che «hanno fatto la differenza».

Da Belluno a Feltre, da Agordo a Pieve di Cadore, da Ponte nelle Alpi a Cortina, da Arabba ad Auronzo, fino al Comelico, i maxi plateatici, quindi, sono stati un evidente successo in questi mesi, rendendo cittadine e paesi ancora più vivi. È chiaro, però, che qualcosa dovrà cambiare rispetto ai mesi peggiori dell’emergenza sanitaria: «È un successo da ripetere, ma», mette le mani avanti l’assessore del capoluogo d’Emilia, «probabilmente qualche parvenza di tassa dovrà rientrare. Resta, in ogni caso, tutto da vagliare».

Il direttore Dal Poz informa che quanto prima ne tratterà con i Comuni, per verificare la possibilità del replay la primavera e l’estate prossimi, ma anche l’opportunità di continuare quest’attività durante l’inverno, almeno là dove sia possibile ripararsi dal freddo: «So che i cosiddetti “funghi” hanno dato dei problemi, in giro per l’Italia, ma ci sono altri sistemi comunque sostenibili», puntualizza il direttore dei commercianti.

«Immagino che le amministrazioni comunali», anticipa il sindaco Padrin, «saranno ben liete di attuare uno sconto sulla Cosap o sul contributo municipale. Sarà opportuno studiare il problema con gli uffici tributi. Vedremo se anche da parte della Provincia ci sarà qualche opportunità di intervento».

Un passo avanti sarebbe comunque quello di ridurre le pratiche amministrative: per le occupazioni costituite da arredi non saldamente ancorati a terra, non occorreranno autorizzazioni urbanistiche o edilizie, come appunto è avvenuto nel post pandemia. «Anche in futuro le richieste saranno accolte», insiste Padrin, «in relazione alla disponibilità di spazi e anche con l’eventuale possibilità di sottrarli temporaneamente alle aree di sosta, purché non si tratti di spazi riservati a persone con ridotta capacità motoria, di aree antistanti le vetrine di altri esercenti su sede fissa o di aree solitamente occupate da associazioni o esposizioni».

«L’opportunità di consumare all’aperto», evidenza il gestore dell’Enoteca Mazzini, «è stato molto apprezzato dalla clientela. Quindi? Avanti tutta». –


 

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