Diga di Sottocastello, sabato la grande festa per i 70 anni

PIEVE DI CADORE

La diga di Sottocastello compie settant’anni: festa sabato alle 11. Una cerimonia semplice, proprio nelle adiacenze della diga, durante la quale verranno ricordate le cinque persone che hanno perso la vita proprio durante la costruzione della struttura, iniziata nel 1947 e completata nel 1949. Un anno dopo, era il 26 settembre del 1950, c’è stata l’inaugurazione. Una data importante, non solo per Pieve ma per tutto il Cadore: il 26 settembre 1950, infatti, è la data indicata per la nascita del lago di Centro Cadore. La formazione del gran bacino formato dalle acque del Piave, capace di estendersi su una superficie di 2, 3 chilometri quadrati, rimanda infatti alla costruzione della diga di Sottocastello, progettata dalla Sade, società adriatica di elettricità, fondata nel 1905 e chiusa nel’62, che l’ha poi gestita fino all’avvento di Enel.


«L’occasione è utile per rammentare l’interesse comune che tutto il Centro Cadore ha sul lago. Il lago non è una questione che coinvolge solo Pieve», ha sottolineato il sindaco Giuseppe Casagrande, «lo sviluppo turistico del Centro Cadore passa inevitabilmente attraverso un progetto di rivalutazione del lago. Una partita difficile, perché chiama in causa una lunga serie di enti, difficili da mettere tutti insieme attorno ad un tavolo. Il nostro obiettivo, non solo di Pieve ma anche degli altri Comuni rivieraschi, dev’essere quello di riuscire a costituire un tavolo attorno al quale confrontarsi per trovare una soluzione congeniale per tutti. Non c’è tempo da perdere. I primi passi sono stati fatti, abbiamo organizzato due incontri con Enel nei quali sono emersi spunti interessanti».

Inevitabile il richiamo ad un problema annoso, quello della laminazione che ogni estate porta ad un sensibile abbassamento dei livelli delle acque allontanando in primis gli appassionati di pesca.

«Un grande problema è rappresentato dal numero incredibile di enti interessati alla vicenda», ribadisce Casagrande, «oltre a Enel ci sono l’autorità di bacino, la magistratura del lago, la Provincia e poi ancora la Regione, i servizi forestali, il genio civile senza dimenticare tutti i Comuni rivieraschi. Basta questo per capire quanto sia complicato risalire al bandolo della matassa. Questo non ci spaventa, intendiamo riuscirci e ci riusciremo».

Nel frattempo, tornando alla cerimonia di sabato, sarà l’occasione per presentare i lavori di ripristino della lapide in marmo dedicata alle cinque vittime della diga: Giorgio De Lorenzo di Lorenzago, Adelino Meneguz di Sottocastello, Alfonso Lovatello di Codogné, Placido Sitran di Puos d’Alpago e Pietro Zambonelli di Gromo. La lapide è stata lucidata e rimessa a nuovo nelle scorse settimane con un lavoro in sinergia portato avanti da Enel, Comune di Pieve e dal gruppo alpini di Pieve. —



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