La diga festeggia i 70 anni tra ricordi, speranze, timori

Dopo l’omaggio a quanti hanno perso la vita nei lavori, tutti gli amministratori hanno posto l’accento sui tanti progetti turistici per il rilancio del lago

PIEVE DI CADORE

Festeggiati i 70 anni della diga di Sottocastello. Con una semplice cerimonia, ieri mattina, nelle adiacenze della struttura, sono stati ricordati l’importante anniversario e i lavoratori caduti durante le operazioni di costruzione della stessa diga. L’evento si è dimostrato un’importante occasione per sottolineare l’importanza che il bacino del Centro Cadore ha oggi per il territorio, tra progetti futuri di valorizzazione e sviluppo turistico della zona. Presenti, oltre al primo cittadino di Pieve Giuseppe Casagrande, il presidente della Provincia Roberto Padrin e quello dell’Unione Montana Centro Cadore Pierluigi Svaluto Ferro. Hanno partecipato alla cerimonia anche i rappresentanti delle Amministrazioni di Calalzo, Lorenzago e Valle, assieme al Soccorso alpino, al gruppo Alpini di Pieve e all’arcidiacono del Cadore monsignor Diego Soravia.


IL RICORDO

L’evento si è svolto a qualche metro di distanza dalla diga, lungo la strada che porta alla località Miralago. Su di un colle rialzato è infatti collocato un monumento in memoria di cinque persone, decedute durante i lavori di costruzione della diga. Si tratta di Giorgio De Lorenzo di Lorenzago, Adelino Meneguz di Sottocastello, Alfonso Lovatello di Codogné, Placido Sitran di Puos d’Alpago e Pietro Zambonelli di Gromo. La lapide che li ricorda è stata rimessa a nuovo nelle scorse settimane con un lavoro in sinergia portato avanti dal gruppo Ana di Pieve con la collaborazione e il contributo di Enel e del Comune cadorino. «Abbiamo pensato a questa cerimonia per due motivi», ha spiegato il sindaco di Pieve, Giuseppe Casagrande, «prima di tutto per ricordare chi ha perso la vita nella costruzione di questa infratruttura e poi per sottolineare come questo lago sia importante per tutta l’area cadorina. Era doveroso scandire i nomi dei cinque lavoratori che hanno perso la vita per questa costruzione. Poi abbiamo voluto ritorvarci qui», ha proseguito Casagrande, «per ribadire la volontà di valorizzare sempre di più questo lago che deve essere per noi una risorsa».

VALORIZZARE IL LAGO

Proprio l’Unione Montana Centro Cadore si è fatta avanti per coordinare e unire le varie proposte dei Comuni in merito al futuro del bacino. Un ruolo fondamentale nel portare avanti progetti a breve termine, uno fra tutti, la costruzione di una pista ciclabile e di un collegamento attorno alle sponde del lago. «L’uso plurimo della risorsa acqua contempla anche l’uso turistico», ha precisato il presidente dell’Um Pierluigi Svaluto, «in tal senso, come Um, stiamo investendo in progettualità in modo tale da valorizzare la bellezza del lago. Questo bacino infatti non può essere pensato solo come risorsa ai fini idroelettrici e agricoli. Il lago di Centro Cadore può essere sfruttato anche in ambito turistico», ha concluso, «lo chiedono non solo le Amministrazioni locali ma lo vuole anche il territorio coi suoi portatori d’interesse». A raccogliere la sfida anche il presidente della Provincia. «Sono pronto a collaborare per fare il possibile», ha detto Padrin, «il Cadore è un territorio bellissimo e dalle tante potenzialità, la valorizzazione del lago deve essere il punto da cui partire». —



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