Covid in Comelico: locali chiusi alle 22 e mascherine all'aperto

Giro di vite dopo l'ulteriore allargamento del focolaio di coronavirus. Mercoledì 30 le ordinanze e San Pietro, Santo Stefano e Comelico Superiore

COMELICO.
 
Chiusura dei locali pubblici entro le 22 e obbligo di indossare correttamente la mascherina anche all’aria aperta. Almeno per i prossimi 15 giorni.
 
La situazione
Di fronte all’allargamento del focolaio in Comelico, che ieri ha contato alcuni nuovi positivi (tra cui una donna contatto di un caso già noto), il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 1 Dolomiti, d’intesa con la Direzione regionale prevenzione e il prefetto di Belluno, ha chiesto ai sindaci di ricorrere a provvedimenti di contenimento del contagio.
 
Provvedimenti che i primi cittadini di San Pietro, Santo Stefano e Comelico Superiore trasformeranno in ordinanze entro la giornata di oggi.
 
Tempo da perdere non ce n’è. E con queste prescrizioni non sono escluse nemmeno sanzioni per chi non si comporterà correttamente.
 
 
 
Il Dipartimento di prevenzione
Quelli che interesseranno a breve i tre comuni comelicensi sono provvedimenti pensati per incentivare l’uso della mascherina ed evitare assembramenti. L’obiettivo è rafforzare gli elementi di barriera nei contatti interpersonali per ridurre la carica virale potenzialmente trasmessa.
 
«Sono provvedimenti relativamente leggeri, ma significativi, perché stiamo vedendo che la mascherina è fondamentale nel contenimento epidemico», commenta il direttore della Prevenzione, Sandro Cinquetti. «Anche le nuove evidenze scientifiche che emergono negli studi sul Covid vanno in questa direzione». Quindi, mascherina obbligatoria anche fuori di casa, ad eccezione dei bambini sotto i sei anni, delle persone che hanno determinati problemi di salute e degli sportivi durante l’attività fisica. «È un’abitudine individuale che deve essere universale e che va rinforzata in questi tre territori».
 
Ma questo basterà a contenere il contagio? Per Cinquetti, «serve anche l’isolamento dei casi positivi, il tracciamento e la quarantena dei contatti e l’individuazione precoce dei contagiati tramite il tampone. Ma oltre alle azioni di sanità pubblica», prosegue, «importantissimi sono i comportamenti dei singoli. Se uno si sente poco bene, ha febbre, tosse o naso che cola, è necessario che esegua un tampone e che resti all’interno della sua abitazione».
 
 
I sindaci
«Questa ordinanza la farò volentieri», commenta il sindaco di Santo Stefano, Oscar Meneghetti, «perchè l’uso della mascherina è importantissimo. Intensificheremo anche i controlli tramite i nostri agenti di polizia locale, ma anche tramite i carabinieri. Se qualcuno non sarà in regola e non rispetterà i provvedimenti ne dovrà rispondere», conclude Meneghetti, che non nasconde lo stato di ansia in cui vive in questi giorni. 
 
Preoccupato anche il collega di Comelico Superiore, Marco Staunovo Polacco, che annuncia un nuovo caso di positività nel suo comune.
«Cercherò, assieme ai due colleghi, di giungere alla stesura di un’ordinanza il più possibile uniforme tra i tre territori. Certo non fa piacere giungere a questi provvedimenti, ma se questo ci può far uscire da questa situazione critica, allora si va avanti su questa strada. Dobbiamo fare tutto il possibile affinché l’attività scolastica sia preservata da contagi altrimenti saremo costretti a chiudere tutto con tutti i problemi che ne derivano per le famiglie». 
 
«Siamo pronti a mettere in atto le indicazioni che ci arrivano dalla sanità, ma avremo bisogno dell’intervento anche di altre forze dell’ordine perché non abbiamo tanto personale di polizia locale», anticipa Manuel Casanova Consier, sindaco di San Pietro di Cadore, che segnala anch’egli qualche positivo in più nella giornata di ieri nel suo territorio.
 
« Comunque i controlli sono partiti già ieri da parte delle forze di polizia. I numeri del contagio sono importanti, ma la situazione non è grave, anche se necessita di una attenzione massima. Non possiamo mollare la presa ora: dobbiamo invitare la popolazione a evitare assembramenti e a tenere comportamenti adeguati per contenere il diffondersi del virus». —
 

 

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