Investì e uccise una gelataia consulente finisce a processo

Fabio De Zotti chiamato a rispondere di omicidio stradale colposo, lesioni  e guida in stato di ebbrezza per la morte di Letizia Sperti 

ALPAGO

Era la sera del 23 novembre 2018 quando il consulente finanziario vittoriese Fabio De Zotti, alla guida della sua Jeep Compass, investì ed uccise in via Rizzera a Vittorio Veneto Letizia Sperti, gelataia 69enne originaria di Spert.


Nell’incidente rimase ferita gravemente l'amica Raffaella Azzalini che si trovava con lei.

De Zotti risultò successivamente positivo all’alcoltest con un tasso di 1,65 milligrammi di alcol per litro di sangue e per questo fu anche arrestato. Ora il giudice delle udienze preliminari Piera De Stefani ha rinviato a giudizio Fabio De Zotti (difeso dall’avvocato Simone Marian). La prima udienza è stata fissata per il 13 maggio 2021.

De Zotti sarà dunque processato e dovrà rispondere delle accuse di omicidio stradale colposo, lesioni colpose e guida in stato di ebbrezza e rischia ipoteticamente dagli 8 ai 12 anni di carcere.

Quella sera pioveva e la visibilità era di molto ridotta. Il pubblico ministero Anna Andreatta contesta a De Zotti il fatto di non aver ridotto la velocità in considerazione delle condizioni della strada e della visibilità in quel preciso momento in cui investì le due donne in via Rizzera. La Sperti, non vista, fu colpita in pieno dall’auto.

A seguito dell’urto fece un volo di una trentina di metri. L'amica 61enne invece fu colpita di fianco ed è caduta proprio davanti al ristorante Al Sole. A prestare i primi soccorsi furono i clienti del ristorante.

«Abbiamo sentito un violento botto», raccontarono, «in un primo momento pensavamo a un tamponamento tra auto. Siamo usciti per prestare i primi soccorsi e abbiamo visto le due donne a terra, da parti opposte della strada». All’arrivo dei soccorsi la più grave risultò Letizia Sperti. Inutile la rianimazione anche da parte dei sanitari.

La 69enne alpagota fu caricata in ambulanza, ma subito dopo il suo cuore smise di battere. Rimase ferita gravemente anche l’amica della vittima, Raffaella Azzalini, residente a Farra d’Alpago, che riportò ferite guaribili in 40 giorni. —

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