Il sogno dei ladini: sotto il monte Sella due gallerie unite da una rotonda

Il progetto lanciato da Corvara costerebbe 600 milioni. Grones: «Passi insostenibili, bisogna trovare un’alternativa»

LIVINALLONGO

Provate a immaginare di attraversare il gruppo del Sella lungo un tunnel: da Arabba a Plan de Gralba, alla periferia della Val Gardena, e da Corvara a Pian de Schiaveneis, sopra Canazei. Due gallerie, dunque, che s’incrociano a metà strada, con una grande rotatoria a distribuire il traffico. I pendolari quotidiani tra le varie valli, per motivi di lavoro, impiegherebbero 5, al massimo 10 minuti per l’attraversamento, anziché 40 per salire in quota e poi discendere.


Leandro Grones, sindaco di Livinallongo, rilancia, in chiave veneta il progetto di cui si parla nelle valli ladine almeno da due anni. Ha scritto al presidente Luca Zaia. L’assessore regionale Elisa de Berti ne sta già parlando con Trento e Bolzano. Un’opera da finanziare con le risorse del Recovery Fund.

L’anno scorso, quando ancora non esisteva questa opportunità, era stato Oscar Alfreider, presidente dell’Associazione turistica di Corvara, a lanciare la proposta. In molti gli diedero del visionario, a motivo dei costi molto alti. Il sindaco Grones è pronto a raccogliere altrettante critiche, ma è sicuro che i favorevoli saranno ben più numerosi. «Anche le Olimpiadi, quando fu lanciata la candidatura, raccolsero perplessità», afferma.

Il collegamento delle valli ladine, in galleria sotto il massiccio del Sella, da realizzarsi utilizzando i nuovi fondi europei, costituirebbe un progetto con una valenza ambientale unica al mondo, sottolinea il sindaco. «Il traffico sui 4 passi ha raggiunto livelli insostenibili. Sono però arterie senza alternative e pertanto limitare la percorribilità è difficile. Siamo al collasso, in certi momenti sembra di essere in tangenziale a Milano, ce lo dicono i numeri, ma anche e soprattutto chi viene a trascorrere qui le vacanze. Insistere su questa strada porterà inevitabilmente regresso».

Grones ricorda che le Dolomiti propongono e vendono ambiente, aria sana, paesaggio, territorio, storia, cultura, emozioni, benessere, sicuramente non traffico, tanto meno rumore. «Dobbiamo trovare soluzioni, non abbiamo più tempo da perdere in chiacchiere e il recovery found europeo è l’occasione giusta che non dobbiamo farci sfuggire».

Quello del tunnel si presenta, dunque, come un progetto di sostenibilità per le Dolomiti patrimonio Unesco unico al mondo che interessa tre Provincie e due Regioni. L’ipotizzato trenino da Bolzano a Cortina, attraverso le valli ladine, potrebbe costituire l’infrastruttura d’eccellenza che permette di visitare i luoghi più incantati e panoramici delle Dolomiti, una chicca in più, secondo il sindaco, un po’ come il trenino del Bernina, ma non certo una soluzione di mobilità tra le valli.

Il tunnel sarebbe in assoluto – sostiene Grones – la soluzione migliore per garantire la mobilità in sicurezza da valanghe e frane tra le valli ladine in una chiave di mobilità green, sostenibilità ambientale, paesaggistica, di contenimento delle emissioni atmosferiche e acustiche. Tutto bene, ma i costi? «Il progetto non avrebbe costi stratosferici come si potrebbe pensare, sono infatti 8,5 i km tra Corvara (BZ) e Pian di Schiaveneis (TN) e altrettanti tra Arabba (BL) e Plan de Gralba (BZ) in doppia canna per rispettare le nuove regole di sicurezza, ma le distanze potrebbero subire in fase di tecnica riduzioni anche importanti. Il costo al chilometro per opere di questo tipo si aggira tra i 25 i 35 milioni, in base alla tipologia della galleria d’emergenza richiesta. Quindi? Fra i 500 ed i 600 milioni, come costo massimo. Ieri sono scesi in campo i Ladins Dolomites chiedendo che siano agevolati i collegamenti tra le varie valli.

«L’unico modo è quello della realizzazione di gallerie di collegamento delle valli sotto il massiccio del Sella. Opera mastodontica? Fino ad un certo punto, i chilometri di galleria non sarebbero più di 20 e permetterebbero alle valli ladine di essere unite in modo rapido. Ne guadagnerebbe l’ambiente visto che in questo modo i passi intorno al Sella potrebbero essere chiusi al traffico. Immaginiamo il ritorno turistico che ne deriverebbe. Attraverso gli impianti di risalita e piccoli bus elettrici potrebbero essere comunque raggiunti da chi non voglia utilizzare la bicicletta. Questo è il momento di crederci». —



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