Studenti e lavoratori non si fidano dei bus: calo del 30 per cento per gli abbonamenti

Anche smart working e cassa influiscono in negativo. Dai Fondi di confine 500 mila euro per Dolomitibus

BELLUNO

Calano gli abbonamenti del bus: -40% per i lavoratori, -30% per gli studenti. Sono questi i numeri forniti da Dolomitibus a tre settimane dall’avvio delle lezioni. Numeri che fotografano la situazione di crisi in cui versa il trasporto pubblico locale e che sono emersi al tavolo svoltosi in Provincia.


Gli abbonamenti

Rispetto al 2019, gli abbonamenti degli studenti alle linee extraurbane sono scesi da 872 a 631, con una perdita del 25%. Stesso decremento anche per gli Investi scuola. Calano addirittura del 42% gli abbonamenti per le corse urbane. Alla fine, le tessere vendute tra urbano ed extraurbano sono 6.182 riseptto alle 8.785 del 2019, per una riduzione complessiva del 30%.

Per quanto riguarda i lavoratori, gli abbonamenti sono passati dai 2.447 dello scorso anno ai 1.513 del 2020 con una riduzione del 38%. Calo del 39% per i titoli di viaggio dei dipendenti degli stabilimenti Luxottica di Agordo e Sedico e del 27% per quelli relativi alla zona industriale di Longarone. «Il calo consistente del numero di lavoratori che utilizzano i mezzi pubblici è dovuto al fatto che molte dipendenti sono in smart working o in cassa integrazione», commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin, che poi aggiunge: «La speranza è che, con l’arrivo del freddo, gli studenti che al momento utilizzano bici o scooter per andare a scuola, possano passare agli autobus».

i disagi

Dopo qualche disagio registrato all’inizio delle lezioni nel servizio di trasporto pubblico locale, «pian piano la situazione sta migliorando», dice il presidente di palazzo Piloni, ricordando che i mezzi pubblici sono sicuri e rispettano appieno le indicazioni ministeriali. «Nei pullman lunghi 18 metri, con capienza di 159 persone tra sedute e in piedi, possono salire 127 passeggeri, ma il numero massimo raggiunto finora è di 121. Eppoi, per rispettare la sicurezza sanitaria, sono state attivate 23 nuove corse con 15 pullman».

I soldi a copertura del deficit

Il presidente della Provincia ha annunciato che lo Stato, tramite la Regione Veneto, ha stanziato 800 mila euro per Dolomitibus (500 milioni sono stati stanziati per tutta Italia) e altri 400 mila (su 8 milioni complessivi) arriveranno dalla giunta Zaia. «A tutto questo potrebbero aggiungersi altri 500 mila euro tramite i Fondi dei comuni confinanti: abbiamo a disposizione 8,5 milioni di euro e stiamo valutando con i sindaci la possibilità di utilizzare una parte di queste risorse anche per il trasporto pubblico».

Rimborso abbonamenti

Per quanto riguarda la richiesta di rimborso degli abbonamenti non utilizzati lo scorso anno scolastico, Dolomitibus sta provvedendo a pagare il dovuto. Ad oggi sono stati rimborsati 300.700 euro, pari all’89% delle pratiche approvate dalla società. Con il rimborso, sono stati acquistati 3.097 biglietti o abbonamenti.

Gli scuolabus

Al tavolo del trasporto non sono passate inosservate le difficoltà che stanno attraversando le società che gestiscono il trasporto scolastico per i singoli comuni. «Molte aziende, spesso esterne, come riferito da Confartigianato e Appia, hanno avuto ingenti perdite per il mancato servizio a causa del Coronavirus. Noi abbiamo attivato un monitoraggio per verificare l’ammontare preciso di questo deficit. Non appena avremo il quadro della situazione, dovremo decidere come muoverci per provare ad aiutare anche queste aziende», ha concluso Padrin. —

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