Borrelli e il Vajont: «Il sistema di prevenzione ora ci rende orgogliosi»

Il capo dipartimento della protezione civile al cimitero di Fortogna: «In arrivo a fine mese “It-alert” per avvisare i cittadini dei rischi imminenti»

LONGARONE

La storia della gestione delle emergenze dai soccorsi subito dopo il Vajont fino ai sistemi tecnologici di oggi per la prevenzione e informazione. È questo il filo rosso dell’intervento del capo dipartimento della protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, che ieri al cimitero di Fortogna ha reso omaggio alle vittime del Vajont.


Proprio 57 anni fa, quando la macchina dei soccorsi si è messa in moto nella Longarone distrutta, è cominciato un percorso che da allora ha visto prendere forma la protezione civile per fronteggiare molteplici emergenze.

Solo in questi ultimi anni c’è stata la tempesta Vaia e poi la pandemia di Covid-19, che hanno visto Borrelli in prima linea e alla ribalta sul palcoscenico nazionale, ma allo stesso tempo si andava di pari passo con l’acquisizione di sempre maggiore esperienza e professionalità.

«Porto tutta la vicinanza alle vittime e ai familiari di questa grande tragedia il cui ricordo è ancora vivo in tutti noi», ha detto Borrelli, «siamo qui per onorare e ricordare i morti ma anche per riflettere, noi come uomini al servizio delle istituzioni, sul nostro stesso sistema di gestione delle emergenze. Dobbiamo ricordare infatti che proprio all’indomani del Vajont, e poi negli anni successivi come durante l’alluvione del 1966, è nata l’idea di creare il nucleo di protezione civile nazionale su intuizione dell’ex ministro Giuseppe Zamberletti. Questo sistema ha unito nel tempo la cittadinanza, le istituzioni e gli esperti dei comitati tecnici e scientifici in una proficua sinergia».

«Oggi, dopo 57 anni dal Vajont», ha continuato Borrelli, «possiamo dire di essere orgogliosi del nostro sistema di previsione e prevenzione che si è perfezionato nel corso degli anni. Questa capacità organizzativa ha visto la sua efficacia in un recente episodio che ha ferito anche questo territorio in modo importante ovvero la tempesta Vaia. La protezione civile è come sempre pronta per le nuove sfide e fiera del lavoro svolto».

«A fine ottobre», ha concluso Borrelli, «sta per arrivare un nuovo strumento che sarà di grande utilità ovvero “It-alert”: un sistema nazionale che avverte i cittadini sui rischi immediati e previsti nel territorio. Si tratta di una grande innovazione a cui, come nel caso della sfida al Covid, è richiesta però la collaborazione di tutti per un ottimo risultato. Possiamo essere orgogliosi di noi stessi come cittadini italiani perché abbiamo saputo gestire brillantemente l’epidemia Covid. Dobbiamo continuare così ed essere ancora una volta uniti e coesi».

Tra le autorità dei dipartimenti di gestione delle emergenze, era presente anche il capo nazionale dei vigili del fuoco, Fabio Dattilo. Per il Governo erano presenti il sottosegretario all’Interno Carlo Sibillia e il ministro dei rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Il ministro bellunese ha ricordato che «è nelle tragedie che il nostro popolo ha la straordinaria capacità di essere comunità, di reagire e di far fronte alle difficoltà senza scoraggiarsi. Tra i diversi insegnamenti del Vajont, per il delicatissimo momento che tutta l’Italia vive in questi giorni segnati dalla paura e da una malattia silenziosa, credo che questo sia il più importante. Lo traggo da queste lapidi, portando avanti ogni giorno, nel cuore del Governo del Paese, i valori della nostra gente che 57 anni fa ha saputo rialzarsi nel momento più buio». —


 

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