Allarme a Cortina: quattro decessi nella casa di riposo. Positivi 40 ospiti

Contagiati anche 17 operatori e la dirigenza cerca rinforzi. «Stiamo cercando di reclutare altri tre infermieri»

CORTINA. Quattro decessi tra gli ospiti della casa di riposo di Cortina dopo lo scoppio del focolaio di Covid-19. Il primo decesso è stato registrato venerdì, poi, tra sabato e domenica, sono morte altre tre anziane positive, che soffrivano comunque di altre patologie pregresse. Le tre donne avevano 104, 88 e 81 anni.

Nella struttura Angelo Majoni l’emergenza è ai massimi livelli: soltanto 13 dei 53 ospiti sono risultati negativi; 15 anziani positivi sono stati trasferiti in parte all’ospedale di Belluno e in parte a quello di comunità, mentre 25 sono stati dislocati in ambienti isolati all’interno della struttura per evitare contagi. Sono 17 gli operatori contagiati.


Una situazione che l’amministratore unico Paolo Stocco si augura possa essere arginata in tempi rapidi: «Dalla task force dell’Usl che si occupa delle case di riposo è arrivata un’infermiera, mentre altri otto operatori socio sanitari li abbiamo reclutati noi. Si tratta di personale che ha già lavorato in ambito Covid e che quindi sa come muoversi», dice Stocco, che prosegue facendo presente di aver avviato le procedure per il reclutamento di tre infermieri: «Spero la ricerca vada a buon fine, perché ci troviamo a corto di personale».

Anche il Comune di Cortina, dal canto suo, non è rimasto a guardare, mettendo a disposizione alcuni spazi per ospitare gli operatori positivi: «Molti di questi operatori, infatti, vivendo nella foresteria della Angelo Majoni, non sapevano dove svolgere l’isolamento».

I numeri del contagio a Cortina

Intanto il cluster di Cortina cresce: sono 85 i positivi al Covid 19, la metà dei quali riferiti alla casa di riposo. Sale la preoccupazione e l’invito è di rispettare le regole. «Il 17 giugno annunciavo finalmente che Cortina, dopo mesi difficili, era diventata Covid free», dichiara il sindaco Gianpietro Ghedina, «con l’arrivo dell’autunno, però, si iniziano a registrare nuovi contagi. Oggi abbiamo 85 positivi e 93 persone in isolamento domiciliare, perché venute a contato con i positivi. Il numero è elevato ma fortunatamente, a differenza di quanto accaduto nella passata primavera, le persone colpite dal virus sono al 90% asintomatiche, ovvero non accusano sintomi».

Molti dei contagiati, sono riferibili, appunto, alla casa di riposo. «Nonostante fossero state adottate rigorose misure di prevenzione», sottolinea il sindaco, «il contagio si è sviluppato molto rapidamente. Sono in stretto contatto con il dottor Cinquetti, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Usl 1 di Belluno, che segue con attenzione e scrupolo la situazione. Ricordo l’importanza del rispetto delle regole di base, con l’uso della mascherina ovunque. Non sottovalutiamo la situazione: non bisogna abbassare la guardia, perché anche chi non accusa sintomi può contagiare».

L’invito a rispettare le regole va di pari passo con la preoccupazione che la pandemia possa inficiare la stagione invernale, che vedrà il suo apice a febbraio con i Mondiali di sci alpino. «Stiamo lavorando sia per l’avvio della stagione con il Fashion Week end dell’Immacolata sia per i Mondiali», ribadisce Ghedina, «è un lavoro più faticoso, con l’incognita del Coronavirus. Si lavora in maniera flessibile, ipotizzando tutti gli scenari. Per ora possiamo dire che organizzeremo sia il Fashion che i Mondiali. Al momento, le gare della rassegna iridata potranno ospitare fino a 5 mila persone al giorno rispetto alle 10 mila previste prima della pandemia, ma dipende tutto dall’evolversi della situazione». —

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