Coronavirus: ospedale di Belluno, attività sospesa in un reparto

Nell’unità operativa di Chirurgia-Nefrologia-Urologia trovati positivi alcuni dipendenti. L’Usl decide la chiusura per 10 giorni

BELLUNO. L’attività dell’unità operativa di Chirurgia-Nefrologia-Urologia del San Martino verrà in gran parte sospesa per la positività al Covid-19 di alcuni operatori. Ieri l’Usl e la direzione medica ha deciso di correre ai ripari per permettere la sanificazione del reparto.

Entro 48 ore i pazienti ricoverati o saranno dimessi se le loro condizioni lo permetteranno o saranno trasferiti in altri reparti o negli ospedali della provincia. E così da domani l’attività dell’unità operativa sarà in parte sospesa per permettere di sanificare gli ambienti. Il provvedimento durerà fino al 25 ottobre. I casi urgenti non saranno più trattati a Belluno ma saranno inviati a Feltre.


La situazione nel reparto

Da quello che si sa ad essere positivi sono un infermiere, due operatori socio sanitari, un medico e un paziente. E in un’unità operativa come questa dove già si fanno i conti con la carenza di personale, anche l’assenza di poche unità diventa un problema. Intanto tutto il personale, come da protocollo, è sottoposto al tampone molecolare ogni 48 ore.

La soluzione della sospensione dell’attività del reparto è stata certamente sofferta, ma è stata dettata dalla volontà di garantire un ambiente sicuro a chi ci lavora e a chi vi è ricoverato.

L’allarme

La prima positività sarebbe stata riscontrata ai primi di ottobre. Il sanitario di turno quel giorno, non sentendosi bene ha deciso di sottoporsi al tampone risultato positivo. Immediatamente anche tutti i colleghi presenti hanno deciso di eseguire il test che è risultato per loro negativo. Poi dopo qualche giorno un paziente è diventato positivo. E così è iniziato l’iter del contact tracing, cioè la ricerca dei contatti di questi primi positivi, che ha evidenziato una operatrice positiva, operatrice che fino a qualche giorno prima invece era negativa. Nel giro di tamponi seguenti, sono emersi altri dipendenti dell’Usl contagiati. Di fronte a questo aumento di casi, l’Usl ha deciso di correre ai ripari sospendendo gran parte dell’attività.

Un caso simile era accaduto a Feltre questa estate quando una infermiera di chirurgia era risultata positiva al tampone e allora si era deciso di ridurre l’attività del reparto per permettere di igienizzare gli ambienti. Già questo inverno, l’unità operativa di Chirurgia-Nefrologia e Urologia del San Martino aveva avuto dei problemi di positività soprattutto a carico di pazienti. Per ora, quindi, la sospensione parziale dell’attività durerà una decina di giorni, in attesa che i dipendenti ora in isolamento e gli altri in quarantena tornino negativi.

A Pieve di Cadore

Anche all’ospedale di Pieve di Cadore la situazione non è proprio tranquilla. Infatti, anche qui una dozzina tra medici, infermieri e operatorio socio sanitari sono risultati positivi al Coronavirus.

Il bollettino

Trentuno nuovi positivi in provincia nelle ultime 24 ore sono. Circa metà sono riferite a controlli di caso a seguito di positività in tre centri servizi del territorio, un solo caso è collegato al focolaio del Comelico e otto all’area del Cadore. Stabile il numero dei ricoverati in area non critica: 26 a Belluno e sei a Feltre. —

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