Influenza, tante autorità in coda per il debutto del vaccino drive-in

Lanciata a Sagrogna la campagna 2020/2021: presenti sindaci, vescovo, questore e vice prefetto

/ belluno

Dal questore Lilia Fredella al vice prefetto Andrea Celsi, da alcuni amministratori del territorio (Limana, Ponte, Soverzene, Longarone, Belluno e Chies d’Alpago) al presidente Padrin, dal vescovo Renato Marangoni al personale dei vigili del fuoco e del Servizio di igiene e sanità pubblica fino ai vertici dell’Usl. Tante le autorità presenti ieri al drive-in di Sagrogna a Belluno per il debutto della vaccinazione contro l’influenza. Sul posto tre esperte infermiere che hanno provveduto a immunizzare i pazienti sotto la tenda.


«Oggi lanciamo la campagna vaccinale 2020-2021 con la modalità innovativa del drive-in», esordisce il direttore generale dell’Usl 1 Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno, giunto assieme alla direttrice amministrativa Rosanna Zatta. «Una modalità che abbiamo avviato in estate con i vaccini contro la Tbe, per poi essere utilizzata per i tamponi Covid. Ormai è una prassi diffusa, che permette di vaccinare molte persone contemporaneamente ma in sicurezza, perché avviene all’aperto». A tal proposito, Rasi Caldogo ha voluto ringraziare Protezione civile e Confindustriua Belluno «per avere messo a disposizione i prefabbricati per i drive-in»

Vaccinarsi è importante

A ribadire l’importanza di questa procedura è Sandro Cinquetti, direttore del Dipartimento di Prevenzione, che ricorda: «I miei primi quattro mesi a Belluno hanno richiesto impegno e intensità di lavoro unici, che ho svolto al fianco di persone competenti e capaci», ha detto, ricordando che la modalità del drive-in «permette di vaccinare una persona al minuto. Quando, primi in Italia, siamo partiti con questo sistema, ne vaccinavamo uno ogni 5 minuti». Il direttore della Prevenzione sottolinea anche l’importanza del vaccino contro l’influenza: «Siamo in una stagione fredda e umida, che favorisce l’insorgere di malattie respiratorie, con sintomi simili al Covid-19. Immunizzarsi contro l’influenza significa escludere questo virus in caso di comparsa di febbre, tosse o raffreddore e di procedere, così, ai controlli del caso».

La campagna 2020/2021

L’Usl 1 Dolomiti ha acquistato quest’anno 60 mila vaccini antinfluenzali, il 50% in più rispetto allo scorso anno, come ricordato dal dg, che poi sottolinea: «Da quest’anno, per la prima volta, possono accedere gratuitamente al vaccino i bambini fino ai 6 anni e le persone tra i 60 e i 64 anni. La campagna vaccinale si concluderà a fine dicembre; contiamo di riuscire a immunizzare le categorie a rischio entro novembre, anche se poi ci sarà tempo almeno fino a metà dicembre per fare il vaccino, visto che di solito l’influenza arriva sotto Natale», ricorda Cinquetti, che poi precisa: «Alla fascia di popolazione tra i 60 e 64 anni è stato somministrato un vaccino quadrivalente, mentre agli over 65 uno adiuvato che permette di sostenere il sistema immunitario».

Oltre alle categorie consigliate, il vaccino è accessibile anche alle altre fasce della popolazione. «Queste persone possono acquistare la dose in farmacia o venire al distretto, dove dovranno pagare un ticket di 10 euro. Ma attenzione, quest’ultima operazione sarà possibile solo se avanzeranno delle dosi vaccinali», dice Cinquetti.

Il grazie all’Usl

Il grazie per quello che l’Usl sta facendo per la salute pubblica è arrivato dal vescovo Marangoni, dal presidente della Provincia Roberto Padrin e dal sindaco del capoluogo Jacopo Massaro, che ha ricordato la disponibilità di tutti a collaborare anche per frenare l’aumento di contagi da Covid. «Serve una informazione corretta per non ingenerare confusione», ha ribadito Massaro.

Infine, tutti i presenti sono saliti nelle loro auto e uno alla volta sono stati vaccinati con un’iniezione nella parte alta del braccio. —

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