Fondi anticrisi, stanziati 1,9 milioni di aiuti al Bellunese: il riparto Comune per Comune

Con il Decreto Agosto il governo ha stanziato risorse per spesa sociale e trasporto scolastico, ma non ci sono vincoli. Ecco quanti soldi sono destinati a ciascun municipio della provincia

BELLUNO. Ossigeno per i Comuni. Ammonta a 1,9 milioni di euro lo stanziamento in arrivo in provincia di Belluno dal governo che, nel decreto di agosto, ha introdotto misure per sostenere gli enti locali più vicini ai cittadini, a fronte dei maggiori costi per il trasporto scolastico e per la spesa sociale moltiplicata dall’emergenza Coronavirus. In realtà i soldi non sono vincolati a queste due voci e, in sostanza, vanno a sostenere i Comuni in questo periodo di difficoltà, insieme ad altri provvedimenti di emergenza emanati negli ultimi mesi.

In questo caso si tratta di un acconto rispetto al sostegno previsto dal decreto ministeriale che la scorsa settimana ha ottenuto l’intesa in Conferenza Stato-Città. Le somme assegnate sono figlie della coppia di parametri decisi per calcolare la cifra in arrivo a ogni amministrazione.

Nel caso dei Comuni, l’acconto vale 400 milioni a livello nazionale, dei quali 250 guidati dal fabbisogno nella spesa sociale e 150 da quello per il trasporto scolastico. I due parametri servono a costruire una sorta di geografia della necessità di risorse, ma non indicano un vincolo specifico di spesa. In pratica, ogni Comune riceve un assegno quantificato sulla base di questi due criteri, ma potrà spendere le risorse come meglio crede sulla base delle sue effettive esigenze e della sua situazione specifica.

LA RIPARTIZIONE COMUNE PER COMUNE



A livello veneto sono in arrivo 32 milioni e 461.740,58 euro, mentre lo stanziamento per i comuni della provincia di Belluno arriva a un milione e 935.451,41 euro. La somma più consistente va a Belluno, con 339.651,08 euro, seguita da Feltre con 114.864,44 euro e Ponte nelle Alpi con 102.472,94 euro e Santa Giustina con 99.554,50 euro. Lo stanziamento, infatti, non dipende solo dalla popolazione, ma anche dalle diverse situazioni vissute dai comuni nell’ambito della pandemia. L’utilizzo dei fondi dipenderà dalla situazione dei singoli comuni, che in base alle loro esigenze finanzieranno gli interventi più necessari alle realtà locali.

Per il governo questo Fondone-bis del decreto di Agosto è un ulteriore segnale di attenzione verso i bisogni degli enti locali, ma il prolungarsi della pandemia metterà in luce altre esigenze.

«Si continua a cercare di lenire le evidenti difficoltà degli enti locali», spiega il deputato del Pd, Roger De Menech. «La seconda ondata della pandemia sta colpendo in maniera importante anche la provincia di Belluno. Possiamo rifiutarci di guardare i numeri, ma è così. Finora l’emergenza sanitaria è già costata un extra debito di 105 miliardi, ma a fianco di questo enorme sforzo fatto è sempre più necessario un grande senso di responsabilità collettivo. Le polemiche tra il governo e l’Anci (l’associazione dei Comuni) potrebbero essere superflue se i cittadini tenessero un comportamento responsabile, rispettando le indicazioni per ridurre i contagi. È giusto che il governo trovi i fondi per ristorare le perdite, l’obiettivo principale oggi è potenziare il trasporto pubblico, ma ogni sforzo sarà vano se le persone non saranno responsabili». —


 

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