Raccolte 280 firme contro la preside: «Mai disponibile al confronto»

La protesta dei genitori della scuola di Limana, che scrivono una lettera al ministro: «Sembra un capitano che ha abbandonato la nave» 

LIMANA

La preside non offre garanzie sull’organizzazione scolastica e il comitato genitori invia una lettera con 280 firme al ministero dell’Istruzione e prima ancora all’Ufficio scolastico provinciale.


La situazione che tocca gli oltre quattrocento alunni delle scuole limanesi che fanno capo all’istituto comprensivo di Trichiana, contesta il comitato, si trascina ormai da mesi: durante il periodo di chiusura dettato dal Covid-19 ragazzi e genitori si sono trovati a fronteggiare il proseguimento della scuola in modalità online senza una guida, che avrebbe dovuto indicare loro cosa fare e quando.

Una funzione che avrebbe potuto essere assolta dalla dirigente scolastica e che invece, contesta il comitato, aveva gestito tutto in smartworking, da remoto, anziché direttamente a scuola.

Un’assenza che aveva fatto discutere e che ha portato i genitori degli alunni a riunirsi più volte, sottolineando in una prima lettera la «mancanza di coordinamento degli organi scolastici che fanno capo alla dirigente» e «un clima di sfiducia ed abbandono».

Ed ora che la scuola è iniziata, non sembra essere cambiato nulla: rimangono ancora dubbi sulla gestione futura della scuola.

«Da parte della preside c’è sempre poca comunicazione e disponibilità nei confronti dei genitori», dicono dal comitato, «perché noi, già ad aprile, avevamo inviato una lettera in cui spiegavamo i nostri problemi e i motivi delle difficoltà. La nostra impressione è quella di un capitano che ha abbandonato la nave. Durante il lockdown, molto lungo e difficile, ci siamo trovati soli. Chiamavamo ma nessuno dalla scuola sapeva dare informazioni».

Sono quindi partite le segnalazioni. «Ci siamo mossi sia come gruppo che genitori in autonomia», riprende il comitato, «indirizzando lettere anche in Regione, facendo questa “prova di forza” con la raccolta firme, perché nessuno ci ascolta ai livelli alti. Ci battiamo per il futuro dei nostri figli, rimanendo ignorati».

Nella lettera inviata al ministero il 14 ottobre si sottolinea «la grave situazione che riguarda l’operato della dirigente. Con rammarico abbiamo constatato che, nonostante le segnalazioni scritte pervenutevi da più parti (genitori, comitati, amministrazioni pubbliche, segreterie, corpo docente) nonché il gravissimo fatto, senza precedenti, della dimissione in blocco di tutti i docenti con incarichi aggiuntivi (tredici persone) nulla pare essere mosso da parte vostra. A fronte di una gestione insufficiente è ovviamente da preferire una reggenza condivisa con altro istituto».

E poi ancora: «Nell’incontro avuto con i genitori delle scuole di Limana venerdì 9 ottobre, si è palesato nuovamente il condiviso malcontento nonché le difficoltà attuali dettate dall’emergenza sanitaria ma anche in parte considerevole della gestione approssimativa e tardiva della dirigenza dell’istituto (in tema di preaccoglienza, uscite autonome, consenso all’effettuzione dei tamponi, il patto di corresponsabilità) nonché della poca o nulla disponibilità al confronto ed ai chiarimenti richiesti. Noi genitori siamo esasperati». —





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