Un inverno senza stranieri: le Dolomiti rischiano il default

C’è preoccupazione dopo le restrizioni imposte dai tedeschi: «Nessuna prenotazione. E se tradissero anche gli italiani...»

BELLUNO

La Germania ha messo in quarantena anche le Dolomiti. Le persone che rientrano dai paesi a rischio, come il Veneto, sono obbligate a sottoporsi a tampone e potrebbero dover rispettare un periodo di quarantena, secondo il Land competente. Ecco perché, nelle ultime ore, gli ultimi tedeschi rimasti hanno fatto le valigie.


«Tutto come previsto», commenta Renzo Minella, presidente degli impianti Anef. Oggi, e purtroppo nei prossimi mesi, i controlli sono previsti anche in Polonia, Svizzera, Irlanda e Regno Unito, in alcune regioni di Austria, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Slovenia, Svezia, oltre che in Estonia, Irlanda, Liechtenstein. Come dire – afferma, sospirando di preoccupazione, Minella – che dovremo rassegnarci a perdere il 50% della nostra, affezionata clientela invernale.

Il fatturato del “circo bianco” sulle Dolomiti Superski, impianti collaterali e indotto è di 2 miliardi e 800 milioni di euro, secondo i calcoli dello stesso Minella. «Oggi stiamo programmando la stagione senza far conto sugli stranieri, quindi dimezzando il budget. Cosa significa?. Una perdita secca – ad oggi - di ben più di un miliardo di euro. Sempre che non tradiscano anche gli sciatori italiani.

L’inverno scorso, tra dicembre e febbraio, gli arrivi sulle Dolomiti bellunesi sono stati 256.209, di questi 105.758 erano stranieri? Poi il Covid, l’8 marzo, ha interrotto bruscamente una stagione brillante, che faceva segnare, in alcuni settori, un terzo in più di fatturato. Nell’inverno precedente, quello fra il 2018 e il 2019, i turisti italiani sulle Dolomiti erano stati 167.364, contro i 123.823. Nel 2019 in tutta la provincia di Belluno sono arrivati 82.285 tedeschi.

«Le chiusure, in questi giorni, non ci toccano», afferma Roberta Alverà, presidente degli albergatori di Cortina. «Ci stiamo avviando verso il riposo autunnale, per un mese. Riprenderemo con il Ponte dell’Immacolata, quando arriveranno gli italiani, che si ripresenteranno a Natale e Capodanno. Gli stranieri, i tedeschi in particolare, si fanno vedere dopo l’Epifania e continuano fino a Carnevale».

Alverà non vuol essere catastrofista. Secondo l’albergatrice può anche succedere che i lockdown parziali di questo periodo riescano a mettere in sicurezza la stagione da Natale in avanti. Chi sta peggio, a suo avviso, saranno i grandi hotel, che a Cortina accolgono i turisti di maggiore capacità di spesa. «C’è il rischio che si ripeta il trend negativo dell’estate. Anche se Cortina fa conto sull’effetto trascinamento dei Mondiali di sci».

I dirigenti di Federalberghi si sono riuniti nei giorni scorsi, prima ancora degli annunci funerei di Germania ed altri paesi. «Tutti abbiamo condiviso un forte allarme», ammette Walter De Cassan, presidente di Federalberghi della provincia di Belluno. «A mancare non saranno solo i tedeschi, che frequentano in modo particolare l’Alto Agordino, oltre a Cortina. Lo Zoldano vive su sloveni e croati, il Pellegrino e Falcade su polacchi, ceki ed altre nazionalità dell’est. Poi ci sono gli inglesi. Tutti hanno il problema delle restrizioni, della quarantena».

A settembre, con l’arrivo dei primi tedeschi per l’ultimo scampolo d’estate, negli alberghi erano ritornate le prime telefonate di manifestazione d’interesse, addirittura qualche prenotazione. «Adesso il telefono è muto», ammette De Cassan.

Ma la speranza che si ripeta quanto avvenuto in estate con gli italiani che in parte hanno sostituito gli stranieri? «Resterà un’illusione. Lo sciatore italiano si muove un po’ all’inizio stagione, poi a Natale e Capodanno, in minima parte a Carnevale. Quindi», conclude De Cassan, «non bisogna far conto, più che tanto, sul possibile recupero della clientela italiana».

Si diceva della precipitosa fuga anche degli ultimi tedeschi rimasti sulle Dolomiti in questi giorni. La conferma arriva pure da Confturismo. Il presidente regionale Marco Michielli osserva: «Oltre al danno iniziale per il mondo del turismo – stiamo assistendo in questi giorni alla fuga precipitosa dei pochi ma preziosissimi turisti tedeschi dalle nostre strutture – la misura che intende intraprendere la Germania comporterebbe il blocco di tutti gli scambi commerciali con i principale partner economico della nostra regione».

«Con i fittissimi scambi di personale tecnico e commerciale che dalla Germania si reca negli stabilimenti produttivi del Veneto, la misura della quarantena prevista dalla Germania potrebbe infatti provocare a tutto il sistema economico della regione effetti simili a quelli di un lockdown», avverte Michielli. —



Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi