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Giro d’Italia 2021 sta prendendo quota un arrivo di tappa nel centro di Cortina

L’emergenza ha fatto slittare il progetto Alpago-Nevegal L’alternativa sarebbe un passaggio in Agordino

BELLUNO

Il britannico Tao Geoghegan Hart domenica a Milano ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro del Giro d’Italia. Una corsa rosa che, come tutti gli eventi sportivi di questo 2020 è stata, e non poco, sofferta: prima lo spostamento di data da maggio a ottobre, poi la modifica del tracciato, con la cancellazione delle tre tappe iniziali in Ungheria, quindi il Covid-19, qualche positività e i ritiri di alcune squadre.


A Milano, domenica, sera, è andata dunque in archivio la travagliata edizione 103. E in questi giorni si è ricominciato a parlare dell’edizione 104 e, in particolare, del suo tracciato. L’edizione 2021, ha sottolineato il direttore del Giro, Mauro Vegni, «verrà presentato a gennaio. Abbiamo due o tre opzioni per la partenza in Italia, all’estero potrebbe essere complicato per le eventuali quarantene ma non confermo che il Giro 2021 sarà interamente in Italia».

In chiave bellunese, si allontana purtroppo la realizzazione del progetto Alpago-Valbelluna, mentre prende quota l’ipotesi di un arrivo a Cortina o, comunque, nella parte alta della provincia (Agordino?).

Certezze non ve ne sono ma, dopo un anno di “digiuno”, senza nemmeno un passaggio sulle strade della provincia, le Dolomiti Bellunesi dovrebbero tornare a ospitare un arrivo.

La cosa rientra in un disegno per la realizzazione del quale si stanno muovendo Amministrazione provinciale e Dmo, avendo come riferimento la Regione Veneto, per far sì che la corsa rosa possa essere ospitata in maniera stabile nei prossimi anni, nella convinzione che il Giro (come ha dimostrato – ancora una volta – la tappa feltrina del 2019) sia una vetrina formidabile di promozione del territorio. L’obiettivo è un accordo triennale con Rcs Sport per valorizzare a turno i diversi ambiti territoriali: Valbelluna e Alpago, Agordino e Cadore.

Nel 2021 potrebbe dunque toccare a Cortina. La scelta della conca ampezzana rappresenterebbe un’occasione continuare a tenere puntati i riflettori sulla località che a febbraio ospiterà i Mondiali di sci alpino e che nell’inverno 2026 sarà, sede, insieme a diverse località lombarde, delle Olimpiadi. Cortina sarebbe dunque la seconda tappa veneta del 2021. L’altra, che pare essere già stata definita, è la Ravenna – Verona, frazione voluta per celebrare i 750 anni dalla morte di Dante.

In alternativa a Cortina potrebbe esserci un traguardo in Agordino: nei mesi scorsi era emerso il nome della Marmolada. Se ne saprà di più nelle prossime settimane.

Nulla da fare, almeno per il 2021, invece, per il progetto Alpago – Valbelluna. Nei mesi scorsi i comuni di Alpago, Chies, Tambre, Ponte nelle Alpi, Belluno e Limana hanno presentato un progetto in Regione. L’idea è quella di portare sul territorio due tappe della corsa rosa: una tappa con arrivo in Nevegal il primo giorno, una cronoscalata che coinvolga tutto l’Alpago nel secondo giorno. Se ne riparlerà per il 2022.

Per quanto riguarda il 2021, le indiscrezioni emerse finora relativamente al disegno complessivo del Giro non sono comunque molte. Evidentemente, il ritardo dell’edizione di quest’anno ha costretto gli organizzatori a tardare la pianificazione del prossimo. Da quanto emerso finora, dovrebbe esserci anche nel 2021 una partenza dalla Sicilia. Rcs e la Regione avevano stretto un accordo per la Grande Partenza, prima però che esplodesse l’emergenza sanitaria.

Questa ha poi costretto a scartare la partenza dall’Ungheria nel 2020 e a spostarsi proprio sulla Sicilia con ben quattro tappe sulla splendida Isola. Questo scenario si ripeterà tra qualche mese in ottemperanza all’accordo oppure no? —

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