Abusa della moglie e maltratta i figli: condannato a 5 anni e 7 mesi a Longarone

Un 54enne ha abusato sessualmente della conigue e maltrattato lei e i figli per anni con aggressioni e minacce

LONGARONE. È stato condannato a 5 anni e 7 mesi per violenza sessuale nei confronti della moglie e maltrattamenti in famiglia diretti anche ai due figli maggiori, perpetrati dal 2011 al 2013 ma un episodio risale al 2017, anno della separazione. Si è concluso ieri il processo a carico di S.G., 54 anni, oggi residente a Ponte nelle Alpi, ma all’epoca dei fatti la famiglia abitava a Longarone. I problemi iniziarono nel 2011 e andavano oltre il conflitto interno alla coppia.

Secondo l’accusa, infatti, i maltrattamenti erano frequenti anche verso i figli, soprattutto i due più grandi, uno dei quali però era ancora minorenne. Maltrattamenti psicologici e spesso anche fisici, con schiaffi e calci e minacce tipo quella di volerli annegare nel lago di Auronzo.


Durissima la situazione tra marito e moglie, con quest’ultima costretta a rapporti sessuali quasi quotidiani, rapporti che da un certo momento in poi non erano più graditi dalla moglie, vista la situazione familiare sempre più tesa, ma per ottenerli l’uomo ricorreva anche alle minacce.

In una occasione l’uomo ha serrato le dita intorno al collo della moglie, facendole mancare il respiro e subito dopo l’ha costretta a subire atti sessuali, chiaramente contro la sua volontà. In occasione di un’altra aggressione fisica, la moglie aveva riportato ferite al costato. In quegli anni gli episodi di maltrattamento erano sempre più frequenti, anche perché l’imputato aveva perso il lavoro e passava parecchio tempo a casa, criticando la gestione familiare da parte della moglie e il comportamento dei figli.

Gli insulti e gli scatti d’ira diventarono quotidiani e sempre più pesanti, arrivando a compromettere l’equilibrio dei ragazzi (una figlia disegnava la madre uccisa dal padre), che anche nella fase processuale hanno fatto scelte diverse.

La moglie e una delle figlie, infatti, hanno scelto di costituirsi parte civile, assistite dall’avvocato Simona Ianese, mentre gli altri due figli hanno deciso di restarne fuori.

Risale al 2017 l’ultimo episodio, che ha portato alla condanna (a 15 giorni) anche per violenza privata nei confronti di una delle figlie: il 30 settembre l’imputato l’ha incrociata in macchina e all’improvviso l’ha sorpassata e si è piazzato davanti a lei, rallentando bruscamente, procedendo a zig-zag e frenando senza motivo. In questa maniera ha costretto la giovane a tenere una condotta di guida pericolosa per sé e per gli altri a tal punto da costringerla a fermarsi in corrispondenza di un’area di servizio, nella zona di Longarone.

Durante le conclusioni di ieri, il pm Roberta Gallego ha chiesto la condanna dell’imputato a 6 anni e 10 mesi, più 4 mesi per la violenza privata, mentre gli avvocati della difesa (Pierangelo Conte e Mario Spinazzè) hanno cercato di smontare le accuse. Alle parti civili andrà un risarcimento di 14 mila euro complessivi. —
 

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