Feltre, Villa San Liberale e Panevin: nasce l’alleanza anti Covid 19

L’iniziativa permetterà agli ospiti della residenza storica di poter cenare con i piatti cucinati dal vicino locale di Cart sopperendo alla chiusura dei ristoranti

FELTRE

L’unione fa la forza. Specie in tempi di Covid - 19. D’altronde diversi imprenditori hanno dovuto reinventarsi, così da resistere alla pandemia e non crollare sotto il peso delle misure restrittive. Quanto deciso in pochi giorni dalla struttura ricettiva Villa San Liberale e dal ristorante Panevin di Cart – frazione a due passi da Feltre – può di conseguenza fare scuola. In realtà l’accordo è semplice, ma assai utile ad entrambe le parti.


Da una parte c’è l’impossibilità per gli ospiti di Villa San Liberale – molto spesso coppie in cerca di momenti di relax immersi nella natura – di uscire la sera a cenare, dall’altra l’obbligo del Panevin di tenere le serrande abbassate dopo le 18. Così Ulisse Baldisseri della Villa ha telefonato ai vicini di casa, dicendo loro: “Vi va di cucinare per i nostri ospiti?”. Detto, fatto. Due menù, uno di carne ed uno di pesce, piccoli tavoli disposti a distanza di sicurezza nella suggestiva taverna sotterranea ed ecco i problemi risolti in una sola mossa. Cena e pernottamento in loco, come da direttive del Dpcm.

Ora funziona così, magari la convenzione verrà rinnovata più avanti se riscuoterà il successo sperato. Si vedranno le richieste, ma certo chi resta a dormire a Villa San Liberale apprezzerà l’offerta, ben più romantica della necessità di ordinare l’asporto da consumare in camera. «Sabato sera c’erano tre ristoranti che portavano la cena a domicilio nelle nostre cinque camere», racconta Baldisseri. «Gli ospiti però desiderano mangiare in un contesto diverso e nel feltrino gli hotel dotati di ristorante interno sono pochissimi. Da qui è nata l’idea di collaborare con il Panevin, offrendo anche l’opportunità di utilizzo diverso dei nostri spazi. Proporremo dunque un qualcosa di qualità, non a prezzi popolari ma d’altronde stiamo parlando di un servizio quasi esclusivo, in un periodo in cui andare fuori a cena ci è precluso. Così facendo, possiamo dimostrare come anche nel feltrino la collaborazione tra più teste non toglie niente a nessuno, anzi aggiunge».

Gianluca Campigotto e Roberta Finocchiaro del Panevin evidenziano come il Dpcm abbiano di fatto interrotto l’attività, «perché offriamo una cucina gourmet con degustazioni anche di un paio d’ore e perciò non ha senso tenere aperti a pranzo in infrasettimanale. Al tempo stesso, mettere in una scatola le nostre pietanze e inviarle a casa è poco indicato: chi viene da noi cerca il servizio, l’abbinamento particolare di piatti, il provare vini diversi e così via. Villa San Liberale ci offre il contesto giusto dove continuare ad esprimere la nostra filosofia. Aggiungo: non è solo un servizio aggiuntivo dato agli ospiti della struttura, ma possiamo vederla anche come un’offerta in più riservata ai clienti del Panevin, che anziché tornare a casa al termine della cena si fermeranno a dormire. D’altronde molti dei nostri commensali vengono da altre realtà territoriali».

I gestori vogliono comunque anche incentivare i feltrini e i bellunesi ad usufruire del servizio. «Magari la coppia che intende trascorrere una serata romantica fuori da casa propria può venire qui e godere di bellezze delle quali neppure era a conoscenza». —

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