Mondiali di sci di Cortina: «I conti sono a posto, obiettivo il pareggio»

Il direttore finanziario della Fondazione: «L’annullamento delle finali di Coppa aveva creato sconforto, ma è durato poco: ora lavoriamo ancora più duramente»

CORTINA

«I conti della Fondazione Cortina 2021 sono perfettamente in linea con il business plan messo a punto già nel 2017: alla fine della rassegna l’obiettivo è quello di chiudere con il bilancio in pareggio o con un euro di utile,e credo che stiamo andando in quella direzione».


Parola di Gabriele Cori, direttore finanziario e amministrativo della Fondazione Cortina 2021 che organizza i Mondiali di sci alpino del prossimo febbraio.

A dirla così sembra tutto semplice: ma, con tutte le vicissitudini di quest’ultimo periodo, non ultima l’annullamento delle finali di Coppa del mondo di marzo scorso, certamente avrete dovuto rivedere i conti più di un volte?

«Certamente il business plan dal 2017 ad oggi è stato rivisto, anche alla luce dei cambiamenti che si sono verificati nel corso del tempo, il più pesante dei quali è stato sicuramente l’annullamento delle finali di Coppa; ma andiamo avanti, anche grazie alle garanzie di Governo, Fis e Fisi, con i conti in regola. Il costo dell’organizzazione dei Mondiali, che comprende anche le gare di Coppa degli anni precedenti, si aggira sui 40 milioni di euro. Poi a latere ci sono tutti gli investimenti fatti sul territorio, ma di quelli non si occupa la Fondazione».

Lei che ruolo ha in Cortina 2021?

«Io sono in Fondazione dal 2016, il terzo assunto. Mi occupo della parte amministrativa, della contabilità e della finanza. Il mio campo sonoi i contratti con i clienti, i fornitori, i partner, ma anche i rapporti economici con gli Enti, gli adempimenti fiscali, gli stipendi, il versamento delle tasse: diciamo che tutto quello che ha a che fare con i soldi della Fondazione passa dal mio ufficio».

Lei lavora in Fondazione dalla prima ora. Dal 2017, con la guida del presidente Alessandro Benetton e l’arrivo poi dell’amministratore delegato Valerio Giacobbi, avete avuto dei cambiamenti anche interni all’organizzazione del vostro team di lavoro?

«Sì. All’inizio eravamo in 3 poi in 5 e tutti facevano tutto. Poi, quando ci siamo dati una visione imprenditoriale della macchina organizzativa, abbiamo iniziato a lavorare in maniera molto ben organizzata. È stato ampliato l’organico e si lavora per obiettivi a lungo termine o a breve termine a seconda della mansione. Tutti sanno cosa si deve fare ed entro quando e soprattutto come. I flussi di lavoro sono perfettamente identificati e tutti fanno la loro parte. Siamo una bella squadra».

Che clima si respira in Fondazione?

«Io vengo da Milano, dove ho lavorato per ventisei anni; mi sono trasferito a Cortina portandomi dietro tutti i dubbi che ovviamente una scelta del genere può anche comportare. Oggi posso dire che lo rifarei altre mille volte. A Cortina si vive davvero benissimo e in Fondazione c’è un clima stupendo. Io che ho 55 anni sono il più vecchio e mi confronto con giovani, sportivi, atleti, un team pieno di entusiasmo e di voglia di fare. Personalmente mi sto arricchendo tantissimo perché l’organizzazione dei Mondiali comporta una varietà di lavoro notevole e poi l’obiettivo è quello di regalare un grandissimo evento a Cortina, all’Italia e agli appassionati di tutto il mondo».

L’incertezza sul futuro causata dall’epidemia da Covid-19 quanto pesa sul vostro lavoro?

«Sinceramente pensavo incidesse di più. L’anno scorso, quando hanno annullato le finali di Coppa, siamo entrati nello sconforto tutti. Era come se il mondo ci fosse caduto addosso, dopo tanto lavoro già fatto. Ma è durato due giorni. Poi si è ripreso a lavorare più concentrati di prima. Adesso», conclude Gabriele Cori, «a due mesi e mezzo dai Mondiali, siamo focalizzati sulla volontà di realizzare il più grande evento sportivo post Covid. C’è una determinazione incredibile». –

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