Cinque morti e 245 contagiati in un giorno nel Bellunese

Bollettino pesante quello di ieri. Aumentano i ricoveri negli ospedali di comunità (60) per i focolai che colpiscono le rsa 

BELLUNO. Cinque decessi e 245 nuovi positivi. È ancora pesante il bollettino giornaliero dell’Usl 1 Dolomiti, che evidenziano una circolazione massiccia del virus che colpisce duramente soprattutto le persone più deboli e fragili come gli anziani o coloro che hanno patologie pregresse.

I decessi


Nelle ultime 24 ore sono decedute cinque persone Covid positive. Si tratta di due anziani di 85 anni e di 78 anni ricoverati nel reparto di Malattie Infettive a Belluno; una 85enne degente del reparto di Geriatria del San Martino; un uomo di 81 anni ricoverato in Pneumologia Covid a Feltre; un uomo di 75 anni degente dell’ ospedale di comunità di Agordo. Da ieri sono salite a 206 i decessi di pazienti Covid-positivi dall’inizio dell’epidemia

I ricoverati

Le persone contagiate attualmente ricoverate negli ospedali dell’Usl 1 Dolomiti sono 102 per quanto riguarda le aree non critiche (58 a Belluno e 34 a Feltre) e 10 per le due Terapie intensive. Negli ospedali di comunità ci sono 60 degenti: 11 ad Agordo, 3 ad Alano, 14 ad Auronzo e al Santa Maria del Prato e 18 al San Martino.

Medicina di Agordo

I ricoveri nel reparto di Medicina di Agordo sono stati sospesi per la presenza di alcune positività tra i pazienti riscontrate con i continui monitoraggi previsti dai protocolli. Nei controlli periodici nessun operatore sanitario è risultato fino ad ora positivo. «I ricoveri sono stati sospesi e i paziente ricoverati verranno monitorati per dieci giorni con controlli seriali pensati per escludere altre positività», spiega il direttore dell’unità operativa Massimiliano Mosca.

«Trascorso questo periodo verrà ripresa l’attività di ricovero e verosimilmente l’area di “filtro” all’ingresso del paziente verrà organizzato in ambiente completamente separato dai ricoveri ordinari. È importante sottolineare che i pazienti, quando accedono al Pronto soccorso, hanno percorsi differenziati, a seconda che arrivino con sospetto Covid o per altri sintomi. Questo per non far sì che i pazienti con sintomi rilevanti si presentino in ritardo all’attenzione dei sanitari per timore di contrarre l’infezione virale, come purtroppo abbiamo constatato nel corso delle ultime settimane. Ecco perché una precisa informazione su questi aspetti può essere determinante per la salute dei bellunesi». —



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