Presidio contro E-Distribuzione: «Poco personale e sedi chiuse»

I sindacati protestano: il Bellunese merita di più, è un territorio con una precisa specificità

BELLUNO

Le tre sigle sindacali più importanti d’Italia (Flaei Cisl, Uiltec Uil e Filctem Cgil) hanno manifestato il proprio dissenso verso le politiche portate avanti da E-Distribuzione, società del gruppo Enel che si occupa della gestione delle reti di distribuzione.


Il punto del presidio bellunese è stato in via Simon da Cusighe nella vecchia sede dell’Enel, dove c’erano gli uffici al pubblico. Purtroppo tutto questo appartiene al passato. L’oggetto del contendere riguarda la situazione in Veneto, che è alquanto critica, visto che in un decennio le risorse nel territorio sono diminuite del 40%.

Così l’attuale forte carenza di personale si riflette sui lavoratori, con insostenibili carichi di lavoro e con ricadute sulla sicurezza degli stessi lavoratori.

Il primo ad essere preoccupato di questa situazione è Giampiero Marra, della Filctem Cgil Belluno, con particolare riferimento all’impatto di alcune decisioni sul territorio bellunese: «Belluno ha una precisa specificità. È un territorio vasto, per certi versi complicato da raggiungere e la riduzione degli ultimi dieci anni in termini di servizio risulta essere importante. L’Enel sta lentamente svuotando di professionalità, attraverso una dinamica meramente finanziaria, il proprio ambito pensando ad un’esternalizzazione dei servizi portati avanti negli anni da dipendenti dell’azienda con un’alta professionalità».

Marra entra poi nello specifico del sito in cui si svolge la manifestazione: «Qui, in via Simon da Cusighe, c’era il Punto Enel. Ora è chiuso. Si provi ad immaginare il disservizio che riguarda l’utenza e le persone anziane, in quanto in tutta la Provincia non c’è un Punto Enel a disposizione. Noi contestiamo all’azienda il mancato impegno dal punto di vista occupazionale. Vaia ha dimostrato che, grazie all’impegno di tutta la struttura ed alla professionalità dei dipendenti, si è riusciti ad operare evitando una situazione peggiore. Ricordiamoci poi che tutto il personale Enel è ben radicato nel territorio».

Beniamino Michieletto, referente regionale di Flaei-Cisl, prova a dare una spiegazione sull’origine di questa situazione.

«Nasce tutto dall’arrivo di quest’amministratore delegato che ha tracciato una linea ben definita di cosa voleva di questa azienda, che diventerà un’azienda di gestione, quindi l’interesse sarà economico e non pubblico. La strategia è chiara e l’azienda la sta perseguendo in tutti i modi, arrivando ad esternalizzare tutto, con una riduzione del costo del lavoro e riducendo la professionalità del gruppo, con ricadute sul territorio».

Anche per Michieletto le conseguenze di questa politica potrebbero essere rilevanti per la Provincia: «Belluno merita molto di più se si pensa che qui le persone non hanno tutti i servizi che dovrebbero avere. Questa azienda purtroppo non rispetta gli accordi che sottoscrive e per questo noi siamo qua. La transizione energetica che ha in mente qualcuno non è quella che è condivisa dal sindacato e dai lavoratori. Chi pagherà tutto questo sarà il territorio in cui non ci sarà più nessuno; saremo dipendenti dai numeri verdi e chi non avrà domestichezza con l’informatica dovrà sopportare il prezzo più alto. Quello che mi preoccupa è che l’amministrazione di questo Comune non stia facendo qualcosa per invertire la rotta».

Infine Giorgio Agnoletto, in rappresentanza della Uiltec-Uil, entra nel merito dei fronti strategici nei quali i sindacati sono impegnati: «Vi è la necessità di agire su due punti. Il primo riguarda gli investimenti sulle infrastrutture e sulle reti ed in secondo luogo bisogna potenziare l’organico. In Veneto si è stimata una mancanza di 70 lavoratori e questo è un dato rilevante che comporta una serie di disagi. Vi sono quindi una serie di aspetti legati all’occupazione che devono essere risolti. Speriamo che con le manifestazioni organizzate in tutte le province ci sia una presa di posizione che porti ad un’apertura al tavolo delle contrattazioni, quindi ci attendiamo ulteriori sviluppi nelle prossime settimane». —

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