Salvare il turismo: la Provincia di Belluno arruola due esperti mondiali

Tom Buncle e Roberto Locatelli nel team che svilupperà il piano Eurac. Primo obiettivo: creare l’identità della destinazione

BELLUNO

Due esperti di caratura internazionale, una revisione completa della strategia e una nuova squadra per gestirla. È un cambiamento radicale quello messo in moto dalla Provincia per salvare il turismo bellunese, dopo che il lavoro della Dmo per la realizzazione del piano di marketing territoriale di Eurac si è incagliato.


Ieri il presidente di Palazzo Piloni Roberto Padrin e il consigliere delegato al turismo Danilo De Toni hanno presentato la nuova linea del turismo provinciale e i due consulenti arruolati nel team che dovrà trasformarla in realtà: Roberto Locatelli, imprenditore trentino nel settore della comunicazione ed esperto in destinazioni montane, e l’inglese (pardon, scozzese) Tom Buncle specialista di branding di destinazioni internazionali e di marketing nello sviluppo del turismo.

Il curriculum di Buncle vanta oltre trent’anni di esperienze in quattro continenti e sarebbe impossibile da riassumere in poche righe, ma basti sapere che i suoi testi sono considerati dagli addetti ai lavori “la Bibbia del turismo” ed è l’autore del manuale definitivo sul marchio delle destinazioni turistiche pubblicato dall’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite e dalla Commissione europea per i viaggi.

«Queste due figure altamente specializzate, insieme alla struttura provinciale, ci aiuteranno nello sviluppo del piano Eurac», spiega Padrin, «in un momento in cui il turismo è stato particolarmente colpito dal Covid. In questi anni molto è stato fatto, ma ora l’obiettivo è quello di dare al piano un impulso diverso, sviluppando le azioni non ancora realizzate. Il piano sarà gestito dalla Provincia per i prossimi due anni, sperando anche di poterlo rifinanziare».

Se è vero che la pandemia ha sgretolato il turismo, appare più che mai necessario immaginare il futuro ed essere pronti appena si potrà tornare a viaggiare. Ne è consapevole De Toni che fa una sintesi della missione: la crescita della destinazione e della sua intera comunità.

«Dobbiamo costruire la casa dalle fondamenta», dice De Toni centrando i limiti principali di quanto fatto negli ultimi due anni, «e questi due esperti sono le figure ideali per aiutarci e per impostare il futuro anche dopo il piano Eurac. Abbiamo chiamato con noi le persone più autorevoli e capaci che ci sono sul mercato, erano indispensabili per rilanciare il turismo della nostra provincia».

La necessità di lavorare per tutto il territorio, anche oltre il turismo, affinché il piano funzioni davvero è quanto sottolinea anche Locatelli: «Abbiamo un lavoro impegnativo e interessante da fare. Io potrò garantire la parte estetica legata al linguaggio e il modo più efficace per relazionarsi con il pubblico. L’obiettivo è creare una definizione, un valore di marca che riesca a declinarsi in valore percepito sul territorio in maniera più ampia».

Buncle si concentra sulla necessità di individuare e costruire l’identità della provincia di Belluno: «Cos’è un brand? È la personalità di un territorio. Per promuoversi c’è bisogno innanzitutto di distinguersi con un’identità molto chiara e diversa da territori con caratteristiche simili. Le Dolomiti sono una destinazione molto nota e competitiva ma noi dobbiamo ricavare il Dna di questo territorio e imparare a comunicarlo a chi ci chiede: chi siete? Senza un brand chiaro, non c’è identità. I turisti vogliono sapere qual è la caratteristica principale del bellunese e quale esperienza turistica si può fare qui».

Buncle promuove il piano Eurac, affermando che non va rifatto ma realizzato e incoraggia il settore: «La pandemia, che ha imposto misure come quella del distanziamento, penalizzerà le città e le grandi attrazioni turistiche, mentre ci guadagneranno destinazioni come Belluno, ma è essenziale essere pronti offrendo tutte le migliori esperienze locali».

Il piano Eurac, che doveva concludersi a fine 2020, avrà altri due anni di tempo per arrivare a compimento e oltre 3 milioni dei 5,725 stanziati dal Fondo dei Comuni di confine. A febbraio la squadra sarà pronta per entrare nel dettaglio, ma è già chiaro quali saranno le colonne portanti: brand, servizi, trasporti e formazione. —
 

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