Susanna Sieff, l’obiettivo è la sostenibilità: «Riciclo, plastic free e sprechi azzerati»

L’economia circolare alla base del suo lavoro: «Occorre fare in modo che tutto l’occorrente possa avere poi un riuso»

CORTINA D’AMPEZZO

L’organizzazione dei Mondiali di sci di febbraio si basa sul concetto di sostenibilità ambientale e sociale. Prosegue il nostro viaggio dietro le quinte di Cortina 2021. Oggi incontriamo (a distanza) Susanna Sieff, direttore della sostenibilità per la Fondazione Cortina 2021, tema di cui si era occupata anche per Expo 2015 e per i Mondiali di sci nordico della Val di Fiemme.


In cosa consiste di preciso il suo lavoro?

«Io mi occupo dal 2018 di mettere in atto progetti che vadano a ridurre l’impatto ambientale e ad aumentare quello sociale. Voler fare un evento sostenibile significa prestare un’attenzione diversa all’evento stesso. La manifestazione ha un impatto sempre, perché è un’attività extra-ordinaria che si svolge in un territorio. Il mio compito è quello di cercare le soluzioni per far sì che questo impatto sia minore rispetto a come sarebbe se non ci si pensasse prima».

Una delle tematiche a cui ha lavorato è quella dell’economia circolare?

«L’economia circolare è alla base del mio lavoro e significa utilizzare materiali da riciclo, portare avanti una raccolta differenziata per la valorizzazione delle risorse contenute nei rifiuti e voler recuperare i manufatti alla fine dell’evento per il riuso o il riciclaggio dei materiali, ma anche una totale compensazione della CO2. Ad esempio, in tema di cibo, abbiamo il progetto “Food for good” di Fiere Congressi, che abbiamo attuato negli eventi di avvicinamento ai Mondiali: con il Banco alimentare ed Eco Eventi siamo riusciti a recuperare il cibo non utilizzato negli eventi e a donarlo alle persone indigenti. Lo faremo anche durante i Mondiali per sottolineare il valore ambientale ma anche sociale di Cortina 2021. Questo prevede che si debba pensare prima al menù; per le leggi sanitarie, infatti, non tutti i cibi rimasti sulle teglie e non serviti possono essere riutilizzati, come carne o pesce crudo. Quindi pensiamo ad un menù che si possa riciclare secondo protocolli sanitari definiti in modo che, a fine evento, possiamo regalare il cibo non servito. A Roma, per un evento da 150 persone, abbiamo regalo 34 chili di cibo, ossia 216 porzioni».

Altri esempi?

«Abbiamo deciso di usare il riciclo anche per i premi. Per le finali di Coppa che dovevamo tenere nel marzo scorso avevamo fatto costruire i premi per il quarto, quindo e sesto classificato, in legno riciclato, dagli studenti del liceo Artistico. Le gare per la pandemia sono state annullate e riuseremo quei premi ai Mondiali. I piatti creati invece per i primi tre classificatati, con il logo delle finali, sono stati venduti all’asta e i proventi donati alla Usl1 per far fronte alle spese legate alla lotta al Coronavirus».

Avete poi anche una politica plastic free?

«Assolutamente sì. Negli uffici, ma anche negli eventi, abbiano da tempo abolito la plastica. Usiamo solo materiali riciclabili e durabili. Anche per i Mondiali useremo posate, piatti e bicchieri in materiali durabili o di eco-plastica compostabile. Vogliamo creare meno rifiuti possibili e anche i bunner, indispensabili per caratterizzate l’evento, finiti i Mondiali, saranno trasformati in oggetti che potranno essere riusati. Non verranno buttati».

Il concetto di sostenibilità lo avete applicato anche nei cantieri dove si è lavorato per creare le infrastrutture necessarie alle gare?

«Abbiamo collaborato con le ditte, nonostante la Fondazione non fosse il committente degli interventi. Abbiamo eseguito controlli sul rispetto delle norme ambientali e di sicurezza e abbiamo attuato un progetto virtuoso: il rame di scarto derivante dai cantieri è stato usato per fare i vassoi da usare nelle premiazioni e che altrimenti avremmo dovuto comprare».

Con l’epidemia da Covid in corso e con tante incertezze sul futuro come si lavora in Fondazione?

«Noi siamo concentrati e carichi. Abbiamo un evento da fare e speriamo di avere il pubblico. Non mancherà comunque l’entusiasmo, soprattutto per il territorio che ha fortemente voluto la rassegna e per noi che ci lavoriamo da anni. L’evento che avevamo sognato con le folle non ci sarà, ma speriamo si possa svolgere con il pubblico. Tutti stiamo lavorando per realizzare il miglior Mondiale possibile». —

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