Quindici ristoranti bellunesi nella Guida del Gambero rosso

Tre forchette per il Laite seguono Dolada, San Lorenzo Alle Codole, Da Aurelio San Brite e Tivoli a Cortina Del capoluogo c’è il Terracotta

Belluno

Quindici ristoranti nell’olimpo della ristorazione. È stata presentata ieri, online viste le restrizioni dovute alla pandemia in corso, la guida 2021 ai ristoranti d’Italia del Gambero Rosso. Nonostante la pandemia Coronavirus abbia sconvolto un settore simbolo del Made in Italy nel mondo, il Gambero Rosso ha voluto comunque uscire in libreria (ma anche in edicola e online), fotografando non solo l’eccellenza della cucina e del servizio in sala ma soprattutto un’imprenditoria che tiene duro e cerca di salvare insegna e posti di lavoro ripensando proposte, menu e servizi.


In provincia sono quindici i locali che sono stati inseriti nella Guida. In vetta, come accade da alcuni anni, c’è sempre il Laite di Sappada (ormai friulano, a onor del vero), con le tre forchette sinonimo di eccellenza. Seguono, con due forchette, il Dolada di Pieve d’Alpago, con i suoi piatti «delicati e armonici» e una carta dei vini di livello; la Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago, che ha saputo innovare pur mantenendo la tradizione in cucina; Alle Codole di Canale d’Agordo, con le ricette dello chef ricche di «tecnica, fantasia e qualche suggestione marina»; Da Aurelio a Colle Santa Lucia, con una cucina «che valorizza i prodotti di montagna» ma senza disdegnare il mare, e che esplora il mondo delle erbe selvatiche; il San Brite di Cortina con le materie prime che arrivano dall’azienda agricola di famiglia e il Tivoli, sempre di Cortina, dove qualità e accoglienza vanno a braccetto per offrire al cliente un’esperienza culinaria da ricordare.

Una forchetta, infine, per il ristorante Terracotta di Belluno e le sue ricette di terra e di mare, Baita Fraina di Cortina che punta tutto sulla tradizione del territorio, il Panevin di Feltre che ha la sua forza nelle materie prime e nelle proposte sempre curate, Il Capriolo di Vodo di Cadore, che proprio in estate ha inaugurato un importante lavoro di rinnovo. Anche la cucina, segnalano i critici gastronomici, «sembra aver trovato nuovi stimoli», con idee innovative che si affiancano a tanti rimandi territoriali.

Nella guida ci sono anche il ristorante Leone e Anna di Cortina con la sua cucina sarda, insolita ai piedi delle Dolomiti, l’enoteca Contemporanea di Feltre premiata con due bottiglie per una carta dei vini che valorizza i produttori dolomitici e una cucina raffinata. La locanda Solagna (Vas) è citata per la cucina tradizionale e una cantina con le migliori proposte regionali, la Baita a l’arte (San Gregorio nelle Alpi) per il servizio premuroso e un menu fatto di prodotti del territorio e piatti della tradizione bellunese. —



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