Si stacca un pezzo della volta della galleria: centrata un’auto

Grande spavento per Olivo Quattrer e il nipote mentre percorrevano il tunnel del Comelico: «Ma poteva finire peggio»

COMELICO

Erano circa le 13.30 di giovedì scorso. Olivo Quattrer stava transitando, come spesso gli capita, per la galleria Comelico, da Santo Stefano in direzione Cima Gogna, quando all’improvviso ha sentito un gran colpo. Sotto alla sua macchina, una Suzuki 4x4, si era incastrato un lungo pezzo di lamiera ricurva messa a protezione della volta.


«È stato davvero un grande spavento», ricorda Olivo, «ed è accaduto tutto in un attimo. Ho perso il controllo della macchina, ma per fortuna andavo piano e sono riuscito a riportarla in carreggiata e, dopo qualche metro, mi sono messo fuori corsia e ho fermato l’auto in una piazzola, di quelle col telefono per il pronto soccorso. Una signora molto gentile si è fermata per darmi una mano».

Olivo Quattrer, classe 1945, nato e residente a Campolongo, è un pensionato, molto conosciuto in tutto il Comelico perché a lungo ha fatto il gelatiere, spostandosi in tutta la valle con il suo furgoncino e vendendo coni fino in Val Visdende. Ricostruisce l’accaduto, provando ancora i brividi per l’accaduto.

«I freni inizialmente non rispondevano, perché le ruote davanti slittavano sopra questo pezzo di lamiera, che sarà stato lungo almeno due metri e mezzo. Avevo alcune macchine dietro che avrebbero potuto tamponarmi se non si fossero accorte subito di quanto accadeva; e per fortuna non veniva nessuno in senso contrario, perché avrei potuto fare un frontale».

L’incidente al km 84, come hanno rilevato i Vigili del fuoco accorsi alla chiamata della signora che ha soccorso Olivo. Poi sono arrivati anche tre incaricati dell’Anas, guidati dal sorvegliante Fabio De Lorenzo. I danni per la macchina sono stati notevoli, nella parte anteriore destra, con rottura anche del radiatore e perdita di liquidi.

«I Vigili del fuoco hanno fatto il verbale», prosegue Quattrer, «poi è venuto il carro attrezzi a ritirare la macchina e sono rientrato a casa dopo due ore. Quel giorno stavo andando all’ospedale di Pieve con mio nipote Lorenzo di 18 anni e lui mi ha detto: “nonno, l’ho visto volare giù quel pezzo di lamiera”. Lui se ne è accorto perché dalla sua parte aveva una visuale migliore. Per me, che ero concentrato alla guida, è accaduto tutto all’improvviso».

E adesso? «Ho trasferito tutto l’incartamento all’assicurazione e sono in attesa. Mi preme comunque far presente i rischi che si corrono in questa galleria. Ci passano tantissime macchine, molte corrono ben oltre il limite dei 50 km all’ora e lo spostamento d’aria provoca il progressivo distacco di alcune di queste lamiere. Qualcuno mi ha detto di aver notato che si muovono ed evidentemente, giorno dopo giorno, qualcuna rischia di staccarsi. È molto pericoloso, non oso pensare a cosa sarebbe successo se avesse sfondato il vetro davanti o se fosse caduta sul tetto della macchina, invece che subito davanti». —

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