Cresta sugli scontrini per 18 mila euro: denunciato il cassiere

I carabinieri hanno perquisito l’abitazione del dipendente. Trovata parte dei soldi presi dalla cassa di Ortofrutta Mares

SEDICO

Prezzo giusto, scontrino sbagliato. Un dipendente con mansioni di cassiere dell’Ortofrutta Mares di Sedico ci ha rimesso il posto di lavoro, dopo essere stato denunciato a piede libero dai carabinieri per l’ipotesi di reato di appropriazione indebita continuata con l’aggravante della prestazione d’opera. L’uomo, che è un insospettabile bellunese del quale non sono state rese note le generalità, avrebbe intascato qualcosa come 18 mila euro, nel giro di un anno, prelevandoli dalla cassa del negozio.


Il meccanismo dell’appropriazione non era nemmeno troppo sofisticato. Quando il suo titolare Marco Da Rold non c’era, l’indagato vendeva frutta e verdura al prezzo di listino stabilito, ma batteva degli scontrini con un importo inferiore, in maniera da poterci guadagnare.

Si chiamerebbe cresta. Qualche cliente del negozio di via Belluno si lamentava del fatto che le somme non coincidevano e allora scattava la spiegazione dell’errore materiale. Del tutto involontario, si capisce. Nessun’altra rimostranza, dal momento che la merce era sempre di qualità eccellente e può capitare a tutti di sbagliare.

Ma questo lavoratore, che godeva della piena fiducia della proprietà altrimenti non avrebbe ricoperto un compito così delicato, è andato avanti per almeno un anno: alla fine di ogni giornata lavorativa, al momento di chiudere la cassa, prelevava la somma che aveva deciso la sera prima e se ne andava a casa, convinto che nessuno l’avrebbe mai scoperto. Si parla di una cifra tra i 150 e i 200 euro, da aggiungere allo stipendio che percepiva con regolarità.

L’ammanco dei primi giorni non ha provocato alcun allarme, tanto meno sospetto. Ma dopo qualche tempo Da Rold ha capito che alla quantità di frutta e verdura venduta non corrispondeva un incasso adeguato. E allora è andato a presentare una denuncia alla stazione dei carabinieri di Sedico. Sono partite le indagini, con appostamenti e l’aiuto di almeno una telecamera. Quando i militari hanno avuto tutte le certezze necessarie sul comportamento illecito dell’indagato, è stata disposta una perquisizione domiciliare, nel corso della quale hanno trovato contanti per 4 mila euro in banconote da 50 e 20.

Non erano risparmi personali di un uomo parsimonioso, ma una parte del provento dell’attività illecita di un anno di lavoro. Il resto non è stato recuperato, ma potrebbe essere trattenuto dal negoziante, nel trattamento di fine rapporto. Intanto, è cominciato il procedimento di licenziamento del dipendente infedele. Nei prossimi mesi, ci sarà anche un processo penale, nel quale dovrà rispondere di appropriazione indebita aggravata e continuata. Probabile che saranno sentite, nel ruolo di testimoni, alcune delle persone, che hanno fatto la spesa, pagando il dovuto, ma ricevendo uno scontrino con un importo sensibilmente diverso. Non ci saranno conseguenze fiscali, invece, per il titolare del punto vendita, che non ha responsabilità dell’accaduto. —




 

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