Poca gente in centro ad Auronzo. «Non chiudeteci per Natale»

Poca voglia di parlare tra gli auronzani, alle prese con l’emergenza. C’è ansia per la stagione: «Bloccare tutto sarebbe un disastro»  

Il reportage

Strade vuote e lavori in corso ad Auronzo, il comune più colpito nelle ultime settimane dall’emergenza Coronavirus. Il paese è sotto i riflettori della Regione Veneto e del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 1 Dolomiti e non si escludono provvedimenti restrittivi per la prossima settimana.


Piazza Santa Giustina è deserta, gli auronzani escono solamente per fare la spesa; diversa è la situazione durante il fine settimana, dove si contano ancora presenze turistiche. Nonostante tutto l’amministrazione comunale ha dato il via all’installazione degli addobbi e delle luminarie per creare la solita atmosfera natalizia, anche se, a detta di alcuni cittadini, molte sono le incognite per il prossimo mese.

«Vedo poca gente passare», spiega la titolare di Kiwi sport, «si esce solo per provvedere agli acquisti di prima necessità, poche chiacchiere in giro, poi frettolosamente si rientra a casa».

Cala l’affluenza, ma gli esercizi aspettano con fiducia le festività natalizie. «È pur sempre il mese di novembre», dichiara la titolare della fioreria di via Santa Giustina, «un mese poco movimentato, specie in chiave turistica. Attualmente sono tranquilla, anche se a me sembra che in paese ci sia molta ansia. Viviamo giorno dopo giorno, basta rispettare le regole che ci sono state indicate. La situazione è psicologicamente difficile, speriamo che il Natale non ci porti ulteriori restrizioni, altrimenti potrebbe diventare un vero disastro. In paese inizia a girare la notizia della possibilità di nuove restrizioni per il villaggio auronzano per le prossime due settimane, una scelta condivisibile per poter magari lasciare il nulla osta all’apertura degli impianti a gennaio. Bloccare un’intera stagione potrebbe essere impensabile».

Anche Massimo Menia, insegnante in servizio all’istituto comprensivo di Auronzo e l’Enrico Fermi di Pieve commenta la situazione delicata in cui si trova la popolazione: «Mi sembra che un po’ di paura ci sia, anche se complessivamente il paese sta vivendo abbastanza bene questo momento. Non facciamo terrorismo psicologico, le regole sono adeguate e dobbiamo rispettarle».

Una tranquillità insolita nella zona del lago di santa Caterina, pochi abitanti in passeggiata, qualcuno invece opta per la sana attività fisica. «Vedo che la popolazione rispetta le regole», afferma Clara Sacco, mentre cammina sul lungolago, «anche se si sono verificati alcuni casi di violazione della quarantena, un atto di grave irresponsabilità nei confronti dei concittadini. Sono preoccupata per i ricoveri che stanno aumentando in quest’ultimo periodo, ma dobbiamo unire le forze e guardare avanti».

Clara ha un figlio che è stato soggetto al tampone al drive-in installato in località Reane per essere stato in contatto con un compagno di classe positivo. «Ci sono state molte sezioni delle nostre scuole che hanno trascorso un po’ di tempo in isolamento. Ora i ragazzi sono tornati a scuola», commenta ancora Clara, «frequentare le lezioni in presenza è un momento importante per la crescita degli studenti, specie per quelli che a giugno dovranno sostenere l’esame di stato».

Anche Arianna Zanella, studentessa universitaria al primo anno di medicina, è tornata in Auronzo viste le restrizioni imposte. «Ho sentito che tanti sono i giovani che stati contagiati dal virus, alcuni sono anche miei amici», spiega, «ora la situazione sta migliorando. La presenza di persone in centro è calata, sarà segno di paura ma anche di responsabilità nei confronti dei nostri concittadini. Restrizioni pre-natalizie? Potrebbero essere efficaci per abbassare drasticamente la curva dei contagi, ma si abbia riguardo per Natale».

Stufo della situazione è invece il barista del “Tre Cime” a Villapiccola, che ritiene troppo restrittive le condizioni in cui sta vivendo la popolazione. A volte, infatti, la preoccupazione dei controlli mette in crisi anche i pubblici esercenti. «Ho tenuto aperto fino a due settimane fa, poi ho chiuso; la gente rispetta le regole, ma i controlli potrebbero nascondere delle insidie per noi».

È così che sottolinea la titolare di un agriturismo del paese, residente a Misurina; «È una situazione dura per la gioventù del paese. I turisti comunque hanno ancora voglia di fare una passeggiata in riva al lago, lì vedo da casa mia, ai piedi delle Tre Cime».

Preoccupante è la situazione economica in vista delle festività di fine anno. Le attività, infatti, non risentono più di tanto delle restrizioni novembrine, visto che è da dicembre a febbraio che si fanno gli affari: «Auronzo è da sempre una meta turistica, sia d’estate che d’inverno», spiega infatti la negoziante della Tommasini Abbigliamento, dalla bottega in piazza santa Giustina, «ci sono anche tante seconde case che vengono riabitate. Limitare le presenze causerebbe un evidente problema per l’economia del paese, pensiamo solamente agli impianti sciistici, ai bar, ai ristoranti e a tutti i negozi che si sono già preparati all’offerta invernale». —

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