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Macigno da tre metri cubi cade dal Miesna, transennata la strada comunale di Canal

Boato nella notte, il masso è caduto vicino ad una casa. I residenti: «Frana in moto, è come una bomba sopra la testa»

FELTRE. Era passata da poco la mezzanotte tra giovedì e ieri quando i residenti di via Canal 7 sono stati svegliati un boato ormai tristemente “familiare”.

Due massi, di cui uno di circa tre metri cubi e del peso di una decina di tonnellate secondo la stima dei residenti, si sono staccati dal versante franoso e sono piombati sulll’asfalto, a venti metri dagli usci di casa.

La chiamata al 115 ha fatto accorrere i pompieri per il primo sopralluogo e la verifica della situazione: allertato il Comune, la strada è stata transennata.

«Una cosa spaventosa che ci ha riportati al ricordo di quello che era scivolato anni fa, della stessa imponenza», dice ancora scosso Silvano Cossalter, dopo una notte insonne trascorsa in buona parte con i vigili del fuoco. «Il problema è che sul versante che incombe in prossimità del gruppo di case, fra cui la mia, la frana si è rimessa in moto e potrebbero staccarsi anche altri massi. Le barriere che sono state posizionate a protezione del nucleo abitativo finora sono servite a contenere franamenti di poca consistenza e le rocce più instabili sono state imbrigliate. Ci chiediamo però, non senza inquietudine, se sarebbero resistite a un masso ciclopico come quello di stanotte. Perché secondo noi, il paramassi non lo avrebbe fermato».
 

Sul posto sono intervenuti anche i tecnici del Comune, verificando che lo smottamento, spiega Cossalter, «sembra essersi incanalato nel costone non diretto sulle case, ma a fianco di esse. Certo, non è una consolazione sapere che c’è una bomba che ci incombe appena sopra. Ma al momento non si pone il problema di un’evacuazione dalle nostre abitazioni».

I residenti ieri hanno trascorso la giornata scrutando la zona a monte delle case, mentre sul posto interveniva anche la Provincia, con il geologo.

«Un intervento di somma urgenza andrà fatto e anche tempestivamente, abbiamo ragione di credere», continua Silvano Cossalter. «Ma dovrà essere considerato, e lo dico a nome di tutti i miei compaesani vista l’instabilità del versante sopra la frazione, un intervento risolutivo, per mettere in sicurezza quella e altre parti. Già un intervento, ancorché in urgenza, non è cosa che si faccia da un giorno all’altro, e di questo ce ne rendiamo ben conto. Ora che si fa la gara, che si trova e che si incarica la ditta, minimo vanno via un paio di mesi. Ma due mesi sono un rischio con la croda che si è aperta e che si sta mostrando in tutto il suo tumulto franoso».

La strada di Canal intanto è stata chiusa.

Nell’aprile dell’anno scorso il brutto risveglio, sempre lungo la strada di Canal, era stato all’alba.

Sempre al civico 7 – che ormai è diventato il primo luogo a rischio di una frazione sulla quale incombe il versante instabile del Miesna – erano stati trasportati da pioggia e vento almeno venticinque metri cubi di detriti che avevano invaso anche la sede stradale.

Anche un anno fa era partito l’appello comunitario in favore di un intervento strutturato per mettere in sicurezza soprattutto le persone.

I residenti ricordano che nell’ultimo decennio questi eventi si sono fatti sempre più ravvicinati tra di loro.

Qualche anno fa era intervenuta la Provincia che aveva posizionato le barriere paramassi per proteggere alcuni tratti della frazione.

Le reti di contenimento di fatto proteggono il versante più esposto, quello a ridosso della strada. Ma il Miesna è instabile e a monte dell’abitato di Canal bisognerebbe intervenire con un disgaggio definitivo.

I residenti, coordinati da Silvano Cossalter, più volte si sono detti pronti a commissionare una relazione tecnica con cui prospettare interventi sostenibili, a tutela dell’incolumità delle persone che risiedono o che transitano, per le quali il rischio di isolamento è da mettere in conto.

Il progetto di strada alternativa resta sempre attuale. Da anni i residenti sperano nella realizzazione di un’uscita alternativa attraverso un ponte che permetta loro di raggiungere la statale Feltrina nel caso in cui restassero isolati. Come nel 2010 quando, quasi all’inizio dell’unica strada d’accesso a Canal, si era staccato un masso da un metro cubo che aveva colpito l’asfalto ed rimbalzato verso l’alveo.

Un miracolo che in quel momento nessuno fosse transitato in macchina. —


 

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