Quattro “alberi” per il tetto in vetro: nasce la nuova Crepadona

Prende forma la piazza coperta della nuova Mediateca. La scala per i piani superiori sarà in acciaio e a vista

belluno

Gli “alberi della cultura” sorreggono la nuova copertura a vetri del chiostro di palazzo Crepadona. La luce naturale inonda il cortile che fino a qualche mese fa era coperto dal Cubo di Botta. Tutto attorno ci sono i macchinari di un cantiere che va avanti secondo i tempi previsti per trasformare la Crepadona nella nuova Mediateca delle Dolomiti. L’intervento, finanziato con il bando Periferie e del costo di 2 milioni e 120 mila euro, sarà finito per la prossima estate. I lavori sono completati per il 60%.




«La copertura del cortile avrebbe dovuto avere un unico sostegno centrale, la Soprintendenza ha preferito un’articolazione differente», ricorda l’assessore all’urbanistica Franco Frison durante il sopralluogo nel cantiere. I pilastri si ramificano in quattro “braccia” sulla sommità, andando a sostenere la copertura in vetro che renderà il cortile della Crepadona, ampio 400 mq, utilizzabile con ogni condizione meteorologica.

«Il montaggio è stato complesso», continua Frison, accompagnato dell’ingegnere Chiara Barattin, dello studio di progettazione Arteco di Verina. «I pilastri, che hanno la forma di un albero a simboleggiare l’albero della cultura, sono stati calati dall’alto e fissati sulle fondazioni. Quindi sono stati installati i moduli in vetro».



La copertura è stata progettata in maniera da reggere accumuli di neve anche importanti. Appare piatta osservandola dal basso, salendo al secondo piano dell’edificio si intuisce che invece è leggermente sferica. I vetri sono autopulenti, hanno forma romboidale e alcuni moduli sono apribili per fare le manutenzioni. Perimetralmente è stata installata una grondaia con una serpentina che riscalda la struttura e impedisce così la formazione di ghiaccio. E in estate? Si lavorerà sull’impianto di climatizzazione, per garantire un clima confortevole anche quando i raggi del sole saranno allo zenit.



«La piazza coperta resterà fruibile anche negli orari in cui la biblioteca è chiusa», continua Frison. «Sarà uno spazio in più a servizio della città». A disposizione dei cittadini ci saranno anche i bagni (saranno costruiti all’ingresso, nello spazio in cui un tempo c’era la scala a chiocciola) e un bar, che sarà collocato nella sala Cappella (la prima, a destra). È stata ripristinata una porta che si affaccia sulla corte.

Per salire ai piani superiori ci sarà una nuova scala a vista, in acciaio, che sarà montata nel cortile del palazzo. La fondazione è stata gettata ed è ben visibile fra i ponteggi. «Resteranno l’ascensore e la scala storica sul fondo della corte», continua Frison.



Soddisfatto, Frison, per un cantiere che procede senza intoppi, e che la prossima estate si chiuderà restituendo alla città uno stabile di pregio, riqualificato e con nuovi servizi.

Nei loggiati al primo e secondo piano, che servivano per le esposizioni, sono stati rimossi controsoffitti e pareti di cartongesso per ricavare gli spazi della nuova Mediateca delle Dolomiti: i libri saranno su scaffali a vista, dove gli utenti potranno sfogliarli prima di prenderli in prestito. È stata rimossa anche la pellicola che rivestiva le finestre (e che serviva per proteggere le sale dalla luce solare), in modo da rendere più luminosi gli spazi.

Il cantiere è in piena attività. Il lavoro da fare è ancora molto, ma la tabella di marcia è rispettata. La Mediateca delle Dolomiti sta per diventare realtà. —





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