Imprigionati a Misurina: «Oltre due metri di neve. Dobbiamo liberare i tetti»

Parla Giorgio Zandegiacomo, il titolare dell’Hotel Miralago: «Isolati e senza elettricità, per fortuna ho un generatore» 

MISURINA

Il ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata trascorso a spalare neve. In particolare dalla nuova terrazza che ha solo pochi mesi di vita e che rende possibile un panorama fantastico, dal lago ai Cadini e fino alla parete sud della “Trinità”, le Tre Cime. Ecco perché Giorgio Zandegiacomo, titolare dell’Hotel Miralago di Misurina, non si perde d’animo. «Abbiamo più di 2 metri e mezzo di neve, siamo isolati (almeno fino a ieri pomeriggio, quando ci siamo sentiti per telefono, ndr), ma non ci disperiamo. Siamo abituati a questi momenti di “clausura”. L’importante è che ci ridiano presto i servizi sospesi, a partire dalla corrente elettrica, anche se, per la verità, dispongo di un generatore».


La precipitazione continua, ormai da tre giorni. Misurina si era preparata ad aprire per il ponte lungo. Perfino i ristori nelle malghe erano stati riavviati. Invece nulla. Una cinquantina i residenti che stanno rintanati nei loro esercizi, in casa, chi anche al Pio XII, 15 bambini ed il personale di servizio.

«Noi abbiamo avuto sei ospiti in albergo, arrivati prima della nevicata. Solo pochi giorni di pausa, ma desideravano rasserenarsi in questo angolo di creato che è unico. Aspettano di ora in ora che si liberi qualche strada; debbono ritornare a casa. So che si sta lavorando verso il passo Trecroci, quindi per Cortina. All’opera anche lungo la strada della Val d’Ansiei, invasa da alberi schiantati, ma anche interrotto dal crollo della carreggiata in località Somprade. Quindi l’isolamento dovrebbe finire, ringraziamo ancora una volta il personale di Veneto Strade».

I villeggianti del Miralago in questi giorni non hanno potuto girare all’esterno, se non nelle prime ore di permanenza. Poi sono rimasti ritirati all’interno, osservando la neve cadere dalle finestre. Uno spettacolo anche questo. Il lago è ghiacciato e nei giorni scorsi c’era chi lo attraversava a piedi. «La preoccupazione più grave è quella del peso della neve. Con il peso di due metri di coltre bianca, i tetti cominciano a preoccupare per la loro tenuta, i cornicioni ancora di più, soprattutto se le coperture sono ancora quelle di una volta, non sufficientemente strutturate. Quindi», afferma Zandegiacomo, «c’è l’esigenza, anzi c’è l’urgenza di procedere alla pulizia, di liberarli insomma da tutta quella neve. Quanto alle pertinenze esterne, noi siamo provvisti di una piccola fresa e di altre attrezzature. Ma ci sarebbe bisogno di mezzi ed uomini che garantiscano maggiori capacità d’intervento. Adesso a Misurina non c’è uno spazio libero».

Appena cesserà di nevicare saranno battute le piste da sci, anche se non potranno essere aperte prima del 7 gennaio. La neve, peraltro, ai duemila metri di Misurina è considerata un’opportunità, piuttosto che un problema. «Prima che arrivasse e c’erano colleghi e altri operatori intenzionati a tener chiuso anche a Natale e Capodanno. Con la neve è ritornata la suggestione delle feste e ritengo che Misurina sarà praticamente tutta aperta. Lo spettacolo è unico».

Anche domenica, peraltro, numerosi turisti hanno cercato di raggiungere la località dalla parte di Auronzo; solo l’impraticabilità della strada li ha fermati. «Noi, in qualche misura, siamo abituati ai brevi lockdown, purché... siano brevi. E siamo puntualmente attrezzati per evitare ogni emergenza. Anche quando è mancata la corrente, non ci siamo persi d’animo. Disponiamo di un generatore. E immagino che quassù tutti lo abbiano». –


 

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