Padrin (Provincia di Belluno): «La coperta è corta servono soldi e personale per affrontare il maltempo»

Roberto Padrin e Massimo Bortoluzzi durante uno dei sopralluoghi di questi giorni di alluvione

Il presidente e il consigliere delegato alla Protezione civile sottolineano le difficili condizioni in cui si trovano ad operare: torniamo alle vecchie Province

BELLUNO. «È la coperta corta che crea danni incalcolabili al nostro territorio. Come li crea e continuerà a crearli a tutta la montagna, a meno che non si intervenga». È l’appello denuncia firmato dal presidente della Provincia Roberto Padrin e dal consigliere delegato alla protezione civile Massimo Bortoluzzi e rivolto allo Stato e al Governo.

La coperta corta è quella dei finanziamenti e del personale che la Provincia non ha più da sei anni, mentre sono rimaste e anzi sono decisamente aumentate le emergenze di protezione civile.


«L’ennesima ondata di maltempo si sta concludendo. Adesso comincerà la conta dei danni. E sarà lunga, difficile, con numeri inimmaginabili. Tutto il territorio provinciale è stato pesantemente colpito. Dopo la tempesta Vaia speravamo di non dover più vedere immagini di distruzione e danni. Invece il nostro territorio è costretto ancora una volta a dover affrontare giorni difficili».

Le prime stime parlano di 100 frane e smottamenti. Moltissime strade sono state interessate da rotture e smottamenti, tante aree della provincia rimaste isolate dal punto di vista elettrico e telefonico - alcune per poche ore, altre per più tempo - e tante quelle difficili da raggiungere.

«Neve più che abbondante e precipitazioni quasi da record hanno messo a nudo tutte le fragilità della nostra terra. I danni ci sono e sono frutto di un evento meteo ancora eccezionale. Ma non possiamo attribuire ogni colpa al clima. Non sarebbe corretto».

Le colpe sono anche altre e sono la mancanza di finanziamenti e di personale.

«Fino al 2012 la Provincia riceveva dallo Stato 15 milioni di euro l’anno per la gestione della viabilità; poi quei trasferimenti sono stati via via diminuiti, fino ad azzerarsi completamente nel 2014, in concomitanza con la legge Delrio. Le spese per piano neve e manutenzione ordinaria però sono rimaste e dobbiamo fare di necessità virtù, attraverso risorse prese da altri capitoli. In pratica, tirando sempre di più la coperta. Ma qualcosa inevitabilmente rimane scoperto. Una volta tocca alla viabilità, una volta alla difesa del suolo, un’altra alla scuola, un’altra ancora alla cultura e allo sport. Lo stesso vediamo nel personale».

«Crediamo che sia arrivato il momento di avere leggi speciali per i territori come il nostro. Adesso o mai più. Serve un fondo per la montagna, strutturale e finanziato. Serve dotazione di personale. Bisogna ripristinare le vecchie Province, con capacità di manovra, e con una semplificazione vera e reale, che consenta di agire celermente per le manutenzioni del territorio, e che permetta la filiera corta nel dialogo istituzionale con gli enti di riferimento per i servizi (Enel, Terna, Telecom...). Insomma, serve una pianificazione per queste aree del Paese, splendide ma difficili». —


 

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