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Riapre lo storico ristorante “Al Sasso” di Belluno: «Cucina gourmet in città», una scommessa al Covid

L’interno del ristorante Al Sasso di Belluno

Dopo il Manin, la nuova avventura di Alfonso Amendola. «La pandemia finirà e io sarò pronto per ripartire»

BELLUNO. Il ristorante “Al Sasso” ritorna sulla piazza. La data non è ancora nota, ma è certo che a breve ci sarà la riapertura. Dopo quasi dieci anni, lo storico ristorante di via Valeriano Piero, nel cuore del centro storico, riaprirà i battenti ai clienti e tornerà a servire pasti di qualità. a gestirlo sarà Alfonso Amendola, che da marzo gestisce anche il centralissimo Gran Caffè Manin.

Un po’ di amarcord. parliamo di un locale da sempre frequentato da clienti locali, tuttavia si sedevano al tavolo anche i turisti, soprattutto quando uscivano dalle mostre a palazzo Crepadona. In passato, all’interno delle sale si tenevano presentazioni di libri e altri eventi culturali; negli anni ’89 – ’90, partecipò anche alla rassegna dell’Ascom “A tavola con Dolomieu”. All’iniziativa aderirono una ventina abbondante di ristoranti bellunesi e fu un’occasione per far conoscere la cucina delle montagne venete che è nata cucina povera, di gente che stringeva i denti, e si è mantenuta tale. Chi si recava Al Sasso poteva degustare ad esempio “Riso e fagioli conditi” e gli veniva regalato un piatto con un dipinto di Luigi Voltolina.

 

Negli ultimi vent’anni c’è stato il cambio di alcune gestioni per poi arrivare alla chiusura che risale a circa 9 anni fa. Ora, nonostante il Covid e il momento storico che non è dei più propizi, è arrivato un imprenditore motivato, con le idee chiare, che vuole riportare agli albori l’attività.

Il nuovo titolare è Alfonso Amendola: «Io sono un lottatore. Sono in contro-tendenza e voglio essere un italiano forte. Deve finire questa pandemia e mi voglio far trovare pronto quando terminerà. Il momento è triste, non ho avuto tanti aiuti, ma sono fiducioso in base anche all’esperienza che ho maturato negli anni».

Alfonso Amendola

Attualmente, all’interno del locale si stanno sistemando gli ultimi dettagli. Ad arricchire l’ambiente è arrivato anche un pianoforte che servirà ad allietare i pranzi e le cene dei nuovi clienti. L’attuale proprietario è anche soddisfatto delle condizioni in cui ha trovato il ristorante: «Nonostante sia stato chiuso nove anni, devo dire che la proprietà è stata bravissima nel curare questo posto, sembra sia stato chiuso ieri».

Amendola ha le idee chiare sul futuro del locale: «Proporremo una cucina gourmet, caratterizzata da alta classe anche nel servizio. Spero di avere tanti commensali a provare i nostri piatti. A differenza di quello che era anni fa, la cucina è cambiata, quindi verranno proposti dei piatti rilavorati, rivisitatati e ripresentati in un altro modo. Saranno piatti veneti e nazionali riguardanti tutte le regioni, poi ogni settimana proporremo un piatto specifico fuori menù di una regione italiana».

C’è molta fiducia sulla risposta dei bellunesi: «Sono a Belluno da sei mesi ed è un posto molto bello», sottolinea Alfonso Amendola. «Non conosco ancora bene i bellunesi, ma sto cercando di far capire loro che voglio fare molto per loro. Al momento queste nuove normative ci costringono a lavorare soprattutto con gente del posto. Ma io sono solito guardare avanti e il mio obiettivo è conquistare un target più ampio, sperando che i clienti vengano da tutta la provincia, ma anche da città come Treviso e Venezia per provare i nostri piatti». —


 

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