Stagione dello sci, Padrin è perplesso: «Difficile l’apertura per il 7 gennaio»

La Provincia stanzia 500 mila euro per gli impiantisti: «Se chiudono loro, salta tutto il nostro turismo invernale»

BELLUNO

«Con i contagi che ci troviamo- una situazione che reputo davvero pericolosa – è difficile immaginare che il 7 gennaio, dopo le festività, possa aprire la stagione dello sci». L’ammissione è di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, che poi annuncia: «Venerdì saremo a Roma dal ministro D’Incà per sollecitare anche maggiori ristori per i bellunesi che vivono di turismo, come lui stesso, peraltro, aveva auspicato».


La pesantezza del momento è confermata, peraltro, dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, che ha escluso -l’apertura degli impianti per i residenti a Natale e Capodanno, come richiesto da alcuni operatori.

Da Palazzo Piloni intanto, arriva mezzo milione di euro per gli impiantisti bellunesi. La Provincia ha varato due settimane fa una “manovra Covid”, all’interno della quale sono previste varie forme di contributi a diverse categorie che hanno risentito particolarmente degli effetti della pandemia. Le società di impianti sono 27. La cifra stanziata verrà suddivisa in questo modo: 125 mila euro (un quarto) per le società; i restanti 375 mila euro saranno assegnati in base alle spese di gestione, secondo un sistema di punteggi (sciovie 1 punto, seggiovie a collegamento fisso 2 punti, seggiovie a collegamento temporaneo 3 punti, cabinovia e funivia 4 punti, campo scuola 5 punti).

«È stato doveroso per noi intervenire a sostegno degli impianti a fune», ha dichiarato l’assessore provinciale Massimo Bortoluzzi. «Secondo una stima di Anef Veneto, producono un fatturato di 60 milioni di euro e un indotto turistico complessivo i circa 600 milioni di euro. Si tratta di un comparto importante che in questo momento soffre particolarmente. Se gli impianti chiudono, salta di fatto il turismo invernale. La cifra che abbiamo messo a disposizione forse è piccola, ma è il massimo che possiamo fare, nella speranza che a gennaio il settore sci possa ripartire. Quanto ai criteri, la Provincia ha scelto di premiare chi ha un campo scuola e quindi ha anche una funzione sociale oltre che sportiva».

Il presidente Padrin si è soffermato, ancora una volta, sulla criticità della situazione. «Sono fortemente preoccupato per il nostro territorio alla luce del numero di contagi e decessi. Il mio è un rinnovato appello a tutti: meglio fare sacrifici oggi per poter vivere meglio tra qualche settimana. Le condizioni che stiamo vivendo ci impediscono di vivere il Natale come vorremmo. Sono annunciate ulteriori restrizioni? Io non posso che essere d’accordo su queste. Ieri ho sentito Zaia e devo dire che la situazione è di forte preoccupazione. La salute resta la priorità assoluta».

«Siamo di fronte a situazioni economiche di difficoltà e nel nostro territorio uno dei danni più consistenti lo subirà il turismo, con grande sofferenza per gli impianti di risalita», ha aggiunto Padrin. «All’interno di questo contesto si inserisce anche la nuova manovra».

L’Anef con il presidente provinciale Renzo Minella ringrazia e, al tempo stesso, sollecita le linee guida al Governo per la nuova stagione. —
 

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