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Zoldo, lutto per Giovanni De Rocco amministratore di lungo corso

Mario Agostini
1 minuto di lettura

Val di Zoldo

Addio all’ex sindaco e gelatiere zoldano Giovanni Battista De Rocco. Lo “zio Nan”, come veniva chiamato familiarmente dalla gente, è stato portato via del Covid: si è spento a 86 anni lunedì in Pneuomologia al San Martino di Belluno.

Ancora nel corso della sua attività di gelatiere in Germania, dove si era integrato alla grande, aveva sposato la vita amministrativa del Comune di Forno di Zoldo.

Un impegno civico portato avanti con grande serietà e senso del dovere: durante la stagione in Germania rientrava appositamente a Zoldo per partecipare alle sedute del consiglio comunale.

Ha collaborato con vari sindaci che si sono succeduti alla guida dell’allora Comune di Forno di Zoldo. Dal 1980 al 1985 è stato vicesindaco nell’amministrazione Bottecchia e in quel mandato ha profuso particolare impegno al progetto per mettere in sicurezza il corso del torrente Maè.

Dal 1985 al 1993, con le amministrazione del sindaco Luigino De Fanti, è stato consigliere comunale di minoranza. Dal 1996 al 2000 De Rocco è stato vice del sindaco Renzo Scussel.

«È stato poi mio vice sindaco e assessore ai lavori pubblici», dice l’ex prima cittadina Fausta De Feo, «dal 2001 al 2006. Un ruolo importante il suo nel seguire tutti i lavori con impegno e determinazione. Pronto anche a collaborare nel recuperare vari fondi nei vari viaggi che facevamo in Provincia e in Regione. Certamente era una persona estroversa, pronta a darsi da fare».

Numerosi i personaggi pubblici che De Rocco avvicinava per riuscire a portare benefici al Comune.

Non si può non ricordare l’amicizia che aveva instaurato con l’allora ministro Nicolazzi. Mettendo al servizio della comunità la sua capacità di relazionarsi positivamente con le persone, aveva stretto legami con molti esponenti della vita politica anche nazionale.

Fondamentale il suo ruolo per la realizzazione dell’arginatura del Maè. «Un lavoro molto importante», ricorda il professore dell’università di Perugia Lucio Ubertini, chiamato a dare il suo apporto tecnico all’operazione, «che abbiamo portato avanti con De Rocco e il sindaco Bottecchia. Ho potuto constatare, anche, in altre occasioni, l’impegno e la determinazione di De Rocco».

Giovanni De Rocco era ben voluto da tutte le persone con cui aveva a che fare, a partire dalla sua comunità. A lungo, infatti, era stato capo frazione di Villa di Dont dove viveva con la moglie Liliana, mentre i figli Vania e Giuseppe lavorano tuttora in Germania.

«Per tanti anni è stato amministratore», lo ricorda il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, «un ruolo che ha ricoperto con tanto impegno e dedizione. Se ne va un altro pezzo della storia di Forno, una persona che ha rappresentato bene Zoldo anche fuori provincia». —



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