Congelata la riorganizzazione degli Istituti Comprensivi

Il sindaco Massaro ritira la delibera che avrebbe dato avvio al dialogo tra Belluno e la Valbelluna. Minoranze consiliari preoccupate: «Troppa fretta e mancano numerosi dati» 

Belluno

Congelato il dimensionamento degli Istituti comprensivi. L’operazione coinvolge tre comuni: Borgo Valbelluna, Limana e Belluno. Mentre i primi due hanno già preso una decisione in merito al futuro delle scuole, con apposite delibere, Belluno non l’ha ancora fatto. Anche perché la questione ha sollevato non poche perplessità ai consiglieri comunali, che hanno chiesto di discuterne in commissione e poi direttamente in consiglio. È successo mercoledì. Alla fine del dibattito il sindaco Massaro ha comunicato di aver ritirato la delibera nell’ultima giunta, per i necessari approfondimenti.




Il Comune di Borgo Valbelluna punta alla coincidenza territoriale in ambito scolastico, e quindi a “prendersi” le scuole di Trichiana. L’operazione prevede dunque che venga smembrato il comprensivo di Limana – Trichiana, i plessi di Trichiana confluiranno nell’Ic di Mel – Lentiai, decretando la nascita del comprensivo di Borgo Valbelluna, quelli di Limana nell’Ic 3 di Belluno, che a sua volta “cederà” due scuole al comprensivo 1.



A portare il caso in consiglio comunale è stato Paolo Bello, da tempo preoccupato per l’operazione. Si perderanno una segreteria e una presidenza, ma soprattutto sono a rischio posti di lavoro. «Il nostro comune inoltre perderebbe la coincidenza territoriale dei plessi», ha spiegato Bello in consiglio comunale, ricostruendo gli ultimi mesi della vicenda. Venuta alla luce dopo la riunione del 19 ottobre in Provincia, incontro al quale «sono stati invitati solo alcuni degli attori coinvolti», ha ricordato il capogruppo Pd a Palazzo Rosso.

Dal 23 novembre al 17 dicembre si sono svolte tre commissioni per discutere del dimensionamento e non è stata fatta sufficiente chiarezza se si è arrivati a chiedere il confronto pubblico in consiglio comunale. «Il sindaco ci ha spiegato che se non si fa questo dimensionamento, il comprensivo 3 rischia di chiudere per calo demografico», ha spiegato Bello. «Ma non è credibile, perché ad oggi ha 753 alunni e il limite è di 400 (abbassato da un recente emendamento passato in Parlamento)».

Ma ci sono anche altre criticità: si formerebbe un comprensivo da circa 1100 alunni, non sono state smentite le preoccupazioni dei sindacati sulla perdita di posti di lavoro, «lo stesso dirigente dell’ufficio scolastico dice di essere perplesso e di non poter garantire l’organico attuale», ha aggiunto Bello. «Una decisione come questa, che investe il mondo della scuola, va presa solo dopo un ampio e sereno confronto».

Hanno manifestato preoccupazioni anche altri consiglieri di minoranza. Roberta Olivotto ha parlato di «operazione improvvisa, non necessaria e strana, come sostengono i sindacati». Anche Roccon e Da Pian hanno evidenziato la fretta con cui si è tentato di concludere il dimensionamento.

Addamiano, invece, a margine del consiglio ha puntato l’attenzione sulla poca trasparenza: «Se erano pronti ad approvare la delibera in giunta, perché poi è venuto fuori che mancavano alcuni dati?».



Il sindaco Massaro ha ricordato che da tempo il Comune ragiona sulla riorganizzazione dei comprensivi, perché i numeri non sono omogenei e in alcuni casi manca una corrispondenza territoriale fra le scuole. È anche stato fatto uno studio per capire, dati delle nascite alla mano, quali scuole andranno in sofferenza per il calo demografico.

«L’operazione sui comprensivi ha subito un’accelerata a ottobre per volontà della Provincia. Ha sorpreso anche noi». A quel punto, «il Comune di Belluno ha fatto tutto quello che poteva per raccogliere i dati necessari a prendere una decisione, ma al momento non siamo in grado di confutare alcune questioni come il tema degli organici. A noi non risulta che quelle preoccupazioni siano fondate, ma non abbiamo i dati perché non sono di nostra competenza».

Dalla documentazione raccolta, però, Massaro si è convinto della bontà dell’operazione: «Belluno avrebbe solo vantaggi dal dimensionamento». Ma, viste le perplessità emerse e la mancanza di tutti i dati necessari, Massaro ha deciso di congelare la delibera. «Non sarà mandata avanti fino a quando non avremo il quadro completo». Che sarà discusso coinvolgendo i consiglieri.

Ma a questo punto l’operazione potrebbe slittare al prossimo anno scolastico, perché i tempi per avviare l’iter di creazione del nuovo comprensivo di Borgo Valbelluna e per portare i plessi di Limana nell’Ic 3 di Belluno sono strettissimi. –



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