Allarme rosso, comuni senza operai: i servizi sono a rischio

I sindaci agordini disperati: «I concorsi vanno quasi deserti e non invoglia più neppure la certezza di un posto sicuro»

AGORDINO. «Stiamo andando incontro a una situazione drammatica. Se le cose non cambieranno non riusciremo più a garantire i servizi».

Da Agordo a Vallada, da Rocca Pietore a La Valle il pensiero dei sindaci è lo stesso. Trovare qualcuno disposto a fare l’operaio comunale (ma anche il vigile) sta diventando un’impresa. Stipendi bassi, impossibilità per gli enti di stanziare fondi per gli incentivi per gli straordinari, alti costi per ottenere le patenti necessarie a guidare i mezzi, attività usuranti e con responsabilità non riconosciute.


E forse poca necessità di trovare un impiego dal momento che la presenza di Luxottica satura il mercato.

Insomma, agli ultimi concorsi indetti da alcuni Comuni per reclutare operai la fila non era di certo lunga. Anzi: per qualcuno avere coperto il posto è stato un miracolo, altri non ce l’hanno fatta.

«È andato in pensione uno dei nostri operai», dice il sindaco di Agordo, Roberto Chissalè, «abbiamo fatto il concorso per sostituirlo: si sono iscritti in quattro, un agordino e tre da fuori provincia. Il giorno dell’esame si sono presentati in tre. Alla fine ha vinto quello locale».

A primavera il problema si ripresenterà, perché un altro operaio lascerà l’incarico per raggiunti limiti di età.

«Sono molto preoccupato», continua Chissalè, «se questa è la situazione non c’è da stare allegri. Discorso analogo vale per il vigile: la scorsa primavera avevamo fatto il concorso e si erano presentati in quattro, uno di Feltre, uno di Pieve di Cadore e due della provincia di Verona. Uno di questi ultimi è stato assunto, perché quello di Feltre, primo in graduatoria, aveva rinunciato; ma a fine agosto è andato via perché ha trovato un posto più vicino a casa. Gli altri due non erano idonei e quindi adesso è tutto da rifare. Avevamo indetto la mobilità, ma finora non sono arrivate domande. Ci tocca rifare il concorso. Con quali prospettive? Quando trent’anni fa ho fatto il concorso per vigile a Colle Santa Lucia ci presentammo in quindici. E anche ai concorsi per operai c’erano 20-30 persone per volta».

A pochi chilometri di distanza, a La Valle, il sindaco Zuanel è per ora soddisfatto, ma non sa per quanto.

«Il 24 dicembre abbiamo finalmente assunto il nuovo operaio che prende il posto di quello andato in pensione», dice, «avevamo dovuto rimandare il concorso per tre volte causa Covid. Avevano telefonato in tre (uno da Verona, uno da Palermo e uno da Taibon, ndr), ma si è presentato solo quello agordino. Quest’anno, però, va in pensione anche l’altro operaio e non sarà facile sostituirlo. Il posto da impiegato, invece, sembra più allettante: per 25 ore a settimana abbiamo avuto 25 richieste, soprattutto gente giovane magari e in cerca di un part-time».

A Rocca Pietore stanno intanto aspettando la decisione dell’unica persona che si è presentata, vincendolo, al concorso per operai.

«È un signore di Altivole (Treviso)», spiega il sindaco Andrea De Bernardin, «vediamo se verrà su oppure no. Purtroppo i contratti nazionali non aiutano, gli stipendi non reggono la concorrenza della fabbrica e ci sono tante responsabilità nel salire su una pachera. Ecco, il paradosso che viviamo è che abbiamo tanti mezzi, ma rischiamo di non avere chi li guida. Eppure mi verrebbe da dire che il momento di incertezza causato dal Covid potrebbe essere propizio per ambire a un posto pubblico con stipendio sicuro».

Il Comune di Vallada ha vissuto a dicembre una situazione delicata. Entrambi gli operai erano a casa e le condizioni meteo non sono state delle migliori.

«È stata un’avventura», dice il sindaco Fabio Luchetta, «ora uno dei dipendenti ha fatto il concorso a Falcade ed è andato via. Ne resta solo uno. Abbiamo puntato sull’assunzione a tempo determinato, ma non abbiamo trovato nessuno. Purtroppo dal 2018 in poi ci sono poche graduatorie e le persone che abbiamo sondato non ci hanno dato disponibilità. Speravo che con lo stop agli impianti ci fosse qualcuno interessato e invece no. Alla fine abbiamo stipulato una convenzione con una cooperativa per un operaio che lavorerà da noi per alcuni mesi e poi faremo il concorso. L’assurdo è che possiamo esternalizzare il lavoro, ma non stanziare 500 euro in più per pagare gli straordinari». —



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