Boom di visite a parenti e amici nelle feste: Google certifica il Covid-panettone nel Bellunese

L’analisi delle geolocalizzazioni a Natale e Capodanno: aumentati del 40% gli spostamenti verso le residenze private

BELLUNO

Giù le mascherine, su i calici e, purtroppo, anche i contagi. Il sospetto che il boom di positivi di questi giorni sia da mettere in diretta relazione con i ritrovi durante le festività natalizie, trova una matematica conferma dalla tracciatura di Google attraverso i nostri telefonini che permette di mappare gli spostamenti dei bellunesi  nei giorni di zona arancione e rossa, coprifuoco serale e nuove paure per il contagio da coronavirus. 

I FORZATI DEL PANETTONE

E i risultati sono chiari: nel Bellunese crollano ovviamente gli spostamenti verso ristoranti, bar, centri commerciali e cinema o verso stazioni ferroviarie e fermate di autobus. Aumentano invece i movimenti verso luoghi residenziali per andare a fare visita a parenti e amici con picchi nei giorni più temuti, Natale e capodanno, superiori al 22% rispetto a una giornata normale.

Gli ultimi dati a disposizione analizzano il periodo dal 24 novembre al 5 gennaio confrontandolo con il valore medio degli spostamenti in una delle cinque settimane pre epoca Covid dal 3 gennaio al 6 febbraio 2020. E per quanto riguarda le giornate di festa (e quindi Immacolata, Natale e Capodanno) il sostanziale lockdown sembra non aver avuto alcun effetto se il traffico verso le abitazioni private in quei giorni è aumentato fino al 40%. Numeri che sembrano confermare il sospetto che gli addetti ai lavori hanno avanzato in questi giorni. Ossia che l’aumento dei contagi sia da mettere in relazione con il comportamento dei bellunesi durante le feste. 

I DATI

Ecco allora che i dati raccolti dai telefonini collegati con Google Maps diventano la cartina di tornasole del nostro comportamento. Per il retail e il tempo libero, gli spostamenti si sono ridotti del 57, con punte superiori al’80% durante il Natale e Capodanno. E poi il trasporto pubblico: qui il calo è stato del 32% con picchi superiori al 75% nella riduzione del numero di viaggiatori. Nei luoghi di lavoro invece la riduzione di spostamenti è stata complessivamente del 48%. Conseguenza, evidentemente, anche dell’aumentato ricorso allo smart-working da parte delle aziende. Alti e bassi, invece, nel ricorso ad alimentari e farmacie, con un +5% complessivo e picchi del +40% nei giorni precedenti il lockdown e del -80% nei giorni prefestivi. Uno spaccato dunque che porta inevitabilmente a dubitare sull’efficacia delle numerose campagne di sensibilizzazione fatte in questi mesi.

 


 

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