Contenuto riservato agli abbonati

Comuni di confine: le risorse del Fondo saranno investite in tutto il Bellunese

Svolta nei criteri di distribuzione dei soldi delle Autonomie: definito un ambito ottimale per i progetti di area vasta. Perenzin: «Definiremo un’agenda di interventi necessari»

Belluno

La Provincia fa sistema per mettere a frutto le risorse del fondo Comuni di confine e definire un’agenda di interventi per lo sviluppo del territorio. Ha un sapore epocale il passaggio che è stato fatto lo scorso anno, con la definizione di un ambito ottimale che racchiude quasi tutti i comuni della provincia (cinquantasette su sessantuno), e nel quale si potranno spendere le risorse per progetti di area vasta.


Sono diciotto in più, rispetto a quelli di prima e seconda fascia, i comuni che beneficeranno di questa opportunità. C’è tutto il centro Cadore, ci sono Alano, Soverzene, Longarone, Chies, Tambre, La Valle Agordina, Lorenzago, San Nicolò Comelico.

Restano fuori dall’ambito Belluno, Limana, Alpago e Ponte nelle Alpi, le cui caratteristiche demografiche e socioeconomiche li mettono in una condizione differente (e migliore) rispetto agli altri. Ma i progetti di area vasta potranno essere estesi anche a questi territori attraverso il cofinanziamento di altri enti, ad esempio la Provincia.

Cambia, dunque, l’approccio all’utilizzo di quel tesoretto rappresentato dal Fondo Comuni di confine, con l’obiettivo di fare rete e usare i soldi per interventi che vadano a beneficio di tutto il territorio provinciale. Sul piatto ci sono quasi 26 milioni e mezzo di euro, la cifra che ogni anno spetta al Bellunese per progetti di area vasta. Soldi importanti, che vanno spesi bene perché le criticità da risolvere sono tante.

Saranno i Comuni di prima e seconda fascia a stabilire annualmente quale quota di quei 26 milioni potrà essere usata nell’ambito, «perché l’intesa assegna loro queste risorse», precisa il consigliere provinciale con delega al Fondo Fcc, Paolo Perenzin.

«Questa opportunità esiste dal 2016, quando i sindaci decisero di mettere a disposizione il 20 per cento di questo plafond per progetti di area vasta. L’anno scorso quella percentuale è salita al 30 per cento, con il pacchetto di misure per l’emergenza Covid che il 22 luglio 2020 è stato approvato dal Comitato Paritetico», ricorda Perenzin. Dieci milioni di euro che saranno spesi per sostenere la sanità, le case di riposo, il trasporto pubblico, le attività economiche in sofferenza.

La stessa operazione sarà fatta con la prossima programmazione. «Il primo semestre del 2021 servirà per definire le linee di intervento, una sorta di agenda strategica che permetterà di canalizzare le risorse», continua Perenzin. L’agenda sarà portata in assemblea ai sindaci di prima fascia, che decideranno quanti soldi mettere a disposizione del Fondo. «Bisogna avere le idee chiare, perché i soldi sul tavolo sono molti e bisogna spenderli bene», puntualizza Perenzin, «facendo sistema anche con gli altri enti che fanno programmazione». Dai Gal al Consorzio Bim.

Per quanto riguarda l’attività dell’ufficio in Provincia che segue il Fondo Comuni di Confine, nel 2020 è stata conclusa la programmazione 2016. «Sono stati spesi 22 milioni di euro in progetti a regia provinciale», ricorda il consigliere delegato. Sono stati lanciati i bandi per il sostegno alle latterie e ai negozi di vicinato e sono state avviate alcune delle misure del pacchetto Covid. Le altre saranno sviluppate nei prossimi mesi. —



Video del giorno

Homeschooling, il racconto di Morena Franzin: "Tre figli che studiano a casa, nessun rimorso"

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi