Le attiviste di “Skiing for pigs” salvano la vita a 40 animali

Sono salite a passo Cibiana per farli uscire da una stalla in cui erano rimasti prigionieri della neve 

la storia

Le attiviste di “Skiing for pigs” in aiuto di circa 40 animali rimasti isolati al passo Cibiana. Si sono mosse in prima persona Esther Kef ed Eleonora Orlandi, residenti a San Vito, anime del movimento animalista “Skiing for pigs” che si batte contro gli allevamenti intensivi degli animali che non vedono mai la luce del sole, in particolare i maiali. Per “Skiing for pigs” Esther ed Eleonora lo scorso anno hanno percorso con gli sci da fondo 1000 km attraverso le Alpi assieme a Mirco, il maialino di peluche che rappresenta la loro mascotte, raccogliendo 6500 euro, tramite Facebook, sito web “House of animals”, Tikkie e contanti. Il loro progetto di sensibilizzazione contro gli allevamenti intensivi prosegue anche quest’anno: le due attiviste parteciperanno infatti con il maialino Mirko alla Cortina-Dobbiaco, a fine gennaio, e alla Granfondo Red Bull in Svezia lunga 220 km da completare in 30 ore.


La scorsa settimana però i loro “allenamenti” si sono spostati dalle piste di fondo al passo Cibiana, a spalare le neve per liberare circa 40 animali rimasti imprigionati da due metri di neve. La stalla situata al passo, su un terreno inclinato, a 1400 metri di altitudine, è di proprietà di Gabriella De Zordo, residente a Cibiana ma con l’attività di fiorista a San Vito.

Gabriella, assieme al compagno Mauro Brugnara, quattro anni fa ha cominciato questa avventura di ospitare animali che per qualche ragione venivano scartati.

«Abbiamo iniziato con quattro caprette nella stalla di mia nonna Aurora, con la quale sono cresciuta, perché giudicate imperfette e noi volevamo salvarle. Poi è arrivato un appello per 3 asini destinati al macello, un pony cieco anch’esso destinato al macello, un gallo perché disturbava, due maiali vietnamiti dal peso di 140 kg, dei cani adottati… Insomma, la stalla di nonna Aurora è ora un’oasi per animali».

La neve quest’anno ha creato non pochi problemi, isolando gli animali che non riuscivano più a muoversi.

«Per fortuna sono venuti in tanti ad aiutarci: Esther ed Eleonora assieme ad altri loro amici di San Vito; è venuto anche il sindaco di Cibiana; i vigili del fuoco ci hanno dato una mano a tirare giù la neve dal tetto. Siamo felici perché abbiamo avuto molto aiuto. Noi ci autogestiamo. Abbiamo fatto un’azienda agricola che si chiama Nonna Aurora, per accedere ai contributi europei in particolare per le barriere anti lupo, ma al momento ancora non abbiamo ottenuto niente. La mia attività è quella di fiorista, con la quale mantengo anche la stalla, ma per fortuna riceviamo alcune donazioni».

«Abbiamo fatto muscoli spalando la neve per vari giorni», afferma Esther, felice di aver dato il suo contributo per poter liberare gli animali al passo Cibiana, tra un allenamento e l’altro sugli sci stretti, «siamo andate volentieri a dare una mano per liberare gli animali: abbiamo dovuto fare fare tutto a mano, con la fresa non si riesciva perché il terreno è inclinato. Ora abbiamo fatto spazio agli animali che almeno si possono muovere un po’. Ogni animale in questo posto ha una sua storia, e se non ci fosse stata la stalla di nonna Aurora sarebbero finiti al macello». —



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