Contenuto riservato agli abbonati

Nuovi alloggi popolari nelle tre caserme in disuso a Feltre, Puos e S. Stefano

L’operazione ipotizzata fra Ater e Provincia sotto forma di convenzione, Palazzo Piloni ci conta e intanto punta a una sinergia con il Cantiere della Provvidenza per valorizzare Villa Zuppani e i boschi che la circondano

BELLUNO. Da uffici per raccogliere le denunce dei cittadini ad appartamenti sociali. La Provincia è proprietaria di alcuni immobili che non vengono più utilizzati da anni, e sta pensando di riconvertirli. Di recente si è aperta una prospettiva per le ex caserme dei carabinieri di Feltre, Santo Stefano di Cadore e Puos d’Alpago: Palazzo Piloni ha preso contatto con l’Ater, per verificare la fattibilità di una convenzione in base alla quale l’azienda territoriale prenderebbe in gestione gli edifici per realizzarvi degli alloggi popolari. «C’è stato un primo approccio con Ater», spiega il consigliere provinciale con delega al Patrimonio, Walter Cibien. «Lavoreremo per concretizzare questa opportunità».

Un’altra convenzione sarà presto siglata con il Cantiere della Provvidenza, che ha in animo un progetto di valorizzazione del complesso di Villa Zuppani. Il Cantiere, grazie ad un precedente contratto, è già operativo nel sito dove ha avviato la coltivazione dei bachi da seta, ma il progetto è più ampio. Prevede, ricorda Cibien, «investimenti per circa sei milioni di euro nei primi quindici anni, con il recupero della villa e la valorizzazione dei boschi e dei prati che la circondano».


Conti in ordine

Nella sua analisi dell’anno che si è appena concluso, Cibien fa anche un focus sui conti della Provincia, visto che è sua la delega al bilancio. «Nel 2020 attraverso nove variazioni abbiamo movimentato circa 38 milioni di euro», ha ricordato. «Diciannove con applicazione dell’avanzo di amministrazione, altrettanti grazie a contributi arrivati all’ente Provincia. Abbiamo cofinanziato i bandi dedicati agli esercizi di vicinato e alle latterie con 750 mila euro, speso quattro milioni in interventi per la difesa del suolo, sette per lavori sulle scuole e 2,1 per la viabilità».

Lo scoppio della pandemia Covid ha costretto anche la Provincia a rivedere le sue priorità e a destinare parte delle risorse a settori che si trovano in difficoltà. Mezzo milione di euro è stato investito per sostenere l’azienda di trasporto pubblico, 100 mila euro per chi svolge attività di noleggio con conducente, 300 mila sono stati destinati all’Usl e 500 mila alle società che gestiscono impianti di risalita, con un’attenzione particolare alle cosiddette stazioni minori. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi