In arrivo più vaccini anti Covid per il Bellunese: «Oltre 3 mila dosi ogni settimana»

Sandro Cinquetti, direttore del Dipartimento di prevenzione Usl

Morto in Rianimazione un paziente positivo di 58 anni. In calo nei dati di Azienda Zero le persone ancora contagiate

BELLUNO. Vaccinazioni, avanti tutta. A giovedì sera l’Usl 1 Dolomiti ha somministrato 5.470 dosi e il numero di quelle a disposizione è destinato ad aumentare nei prossimi giorni.

«Riceviamo finora 2.400 dosi a settimana, un numero ancora contenuto», spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Usl, Sandro Cinquetti. «Ma dal fine settimana è previsto un aumento significativo, per arrivare ad oltre 3 mila dosi a settimana di vaccino Pfizer. E ci auguriamo che a questo vaccino si aggiunga una fornitura adeguata e consistente del vaccino Moderna e di altri eventualmente autorizzati».

Intanto, in attesa dei rinforzi, l’azienda sanitaria bellunese cerca di sfruttare fino all’ultima goccia, letteralmente, il vaccino disponibile: l’abilità dei farmacisti aziendali permette di ricavare più dosi di quelle previste da ogni singola fiala di vaccino Pfizer.

Erano inizialmente cinque le dosi previste da ogni fiala, ora, dopo l’intervento dell’Ema, l’agenzia europea per i farmaci, sono ufficialmente sei. Ma all’Usl, con mano ferma e siringhe di precisione, si riesce spesso a ricavarne sette senza lasciare “avanzi” in fondo alla boccetta.

«Abbiamo una indicazione ministeriale che consente di estrarre da ciascun flacone almeno sei dosi», spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione. «Grazie ai nostri farmacisti esperti l’estrazione di queste sei dosi è la regola ma, con una manualità molto raffinata si riesce ad estrarne anche sette. Parliamo di dosi da 3 millilitri, pienamente rispondenti ai requisiti di eccellenza».

Uno stratagemma importante, dunque, mentre si cerca di vederci chiaro nella diminuzione del numero di pazienti positivi e di nuovi contagi che si osserva dal 5 gennaio. Un segnale che ha ancora bisogno di conferme.

«È una evidenza positiva», osserva infatti Sandro Cinquetti, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Usl 1 Dolomiti. «Da qualche giorno stiamo osservando un evidente rallentamento del profilo epidemico, sia per quanto riguarda i casi emergenti, sia per quanto riguarda la pressione ospedaliera».

«Sono segnali ancora iniziali, timidi», ammonisce Cinquetti, «che però salutiamo con grande soddisfazione e auspichiamo che si consolidino fino almeno a tutta la prossima settimana. Con due settimane di consolidamento la situazione comincerà a diventare più delineata".

"Del resto se questo accadrà effettivamente, e io auspico che accada, sarà il prodotto dei provvedimenti restrittivi regionali e nazionali – che hanno comportato un grande sacrificio ma che sono destinati a dare risultati – e dei comportamenti molto positivi della grande parte della cittadinanza, che ha capito che da questa vicenda si deve uscire, e poi del grande lavoro svolto dal servizio sanitario. Ovvero tamponi in quantità molto importante, tracciamento dei contatti, assistenza ospedaliera significativa e, non da ultimo, offerta vaccinale consistente».

Il bilancio tracciato dal bollettino serale dell’Usl riporta il decesso di un paziente positivo al coronavirus. L’uomo, 58 anni, si è spento nel reparto di Rianimazione del San Martino di Belluno.

Sul fronte dell’andamento dei nuovi contagi e delle positività, l’aggiornamento dell’Azienda zero regionale diramato ieri mattina mostrava un nuovo calo del numero di persone attualmente positive nel Bellunese: 3.073 ieri mattina alle 8, contro i 3.125 di mercoledì sera. —


 

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