Caduta massi: chiusa e riaperta la Provinciale del San Boldo

BORGO VALBELLUNA

Il fantasma delle chiusure per frana negli anni’80 si è riaffacciato mercoledì sera quando i Carabinieri di Cison hanno segnalato alla Provincia che erano caduti alcuni sassi dalla montagna lungo la via verso il San Boldo. «Tiriamo però un sospiro di sollievo. La strada è già riaperta», ha annunciato, ieri poco dopo le 13, il sindaco di Cison, Cristina Da Soller, bombardata di chiamate nella mattinata non solo dai residenti sul passo ma anche da numerosi pendolari per lavoro dalla Valbelluna e verso le fabbriche di Trichiana, Mel e Limana. I tecnici e gli operai della Provincia, infatti, hanno lavorato tutta la notte e nella mattinata per pulire la strada e rimetterla in sicurezza. «Mai vista tanta efficienza», riconosce la sindaca, mentre il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, ha assicurato che la famosa “strada dei 100 giorni” (tanto basò agli austroungarici a costruirla nel corso della prima guerra mondiale) sarà oggetto di frequenti monitoraggi e verrà anche rinforzata la segnaletica presente. A seguito della segnalazione dei Carabinieri di Cison per la caduta di massi sul rettilineo del decimo tornante che da Tovena sale verso il passo San Boldo, la Provincia di Treviso ha subito effettuato un sopralluogo in emergenza ancora mercoledì sera verso le 20.30, chiudendo immediatamente il transito per ragioni di sicurezza. Il movimento dei massi non si è fermato durante la notte, ma gli operai hanno continuato a lavorare. La caduta potrebbe essere stata determinata dalla presenza di neve e ghiaccio o dallo smottamento per passaggio di fauna selvatica.


«Sono stata avvisata da un residente di Tovena che aveva percorso poco prima la Provinciale e so che altri automobilisti avevano avvisato anche i carabinieri. A quanto emerso, non sono massi grossi e non c’è un danneggiamento della sede stradale. Ci deve essere un’apertura sulla rete paramassi», informava ieri mattina il sindaco da Soller. Tra gli anni’80 e’90 la strada, allora statale e in carico all’Anas, aveva dato parecchi problemi, con ripetute chiusure a seguito di colate di sassi e terra, fino a che i versanti della montagna non sono stati blindati. Numerose anche le proteste, con manifestazioni pubbliche. E ieri mattina i pendolari erano già preoccupati di dover fare la circumnavigazione delle Prealpi attraverso il Fadalto o la Feltrina. Ma sul territorio resta interdetto un altro passo, Praderadego, tra Valmarino e Mel. «Per la riapertura della strada ci vorranno ancora molti mesi e per i fondi necessari occorrerà rivolgersi a Roma, perché per la Regione non è una priorità», protesta Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd. La strada è chiusa dall’autunno scorso per la caduta di massi. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi