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L’elettrodotto Terna sul tavolo di lavoro, ora il vertice regionale

L’assessore regionale Marcato assicura: l’incontro entro la prossima settimana. Vivaio Dolomiti insiste sulla necessità di interrare le linee

BELLUNO. Entro la fine di gennaio la regione convocherà il tavolo tecnico per affrontare le criticità delle linee elettriche Terna nel Bellunese. Lo assicura l’assessore Roberto Marcato, che è stato caldamente invitato ad aprire il tavolo dal ministro Federico D’Incà al termine dell’incontro fra Terna e la Provincia.

«Non ho bisogno di essere sollecitato da qualcuno a fare il mio lavoro», ribatte Marcato. «Il tema della razionalizzazione nella Media valle del Piave è fra i progetti che sto seguendo più da vicino. Ho avuto diverse interlocuzioni con Terna nei mesi scorsi e a brevissimo convocherò il tavolo regionale nel quale daremo agli enti locali, dai Comuni alla Provincia, il progetto».


Marcato assicura che l’incontro si svolgerà entro la fine di gennaio. «Abbiamo ben presente di cosa stiamo parlando, non ci siamo addormentati. Abbiamo continuato a lavorare per trovare soluzioni per il territorio, che presenteremo al tavolo», conclude l’assessore regionale.

I cittadini che da anni chiedono di rifare il progetto interrando tutti i cavi e seguendo il canale dell’autostrada per raggiungere le stazioni di trasformazione nel Trevigiano, riuniti nell’associazione Vivaio Dolomiti, ricordano che «non esistono vecchi o nuovi progetti per il Veneto, ne esiste uno solo che parte dall’Austria (Lienz) e arriva nel Veneziano, la cui linea principale di trasporto passa sopra scuole, asili e abitazioni», scrivono in una nota stampa. «E poco importa se la tensione dei cavi sarà a 220 kV visto che tutta la struttura verrà armata a 380 kV, con tralicci impattanti su tutto l’ambiente: le criticità sono le medesime e al gioco del cavallo di Troia non crede più nessuno».

L’incontro con la Provincia è stato «un nulla di fatto», aggiunge Vivaio. «A differenza di Enel, Terna gioca a rimpallare la questione fra le istituzioni, cercando un varco per imporre un progetto anacronistico. Prima i Comuni, poi la Provincia e ora la Regione, cercando di creare conflitti fra i vari enti nel perfetto stile dividi et impera. Dopo aver interrato la Dolo-Camin e la linea nella laguna veneta, cosa stiamo aspettando a farlo anche nel Bellunese, terra delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità per l’Unesco?».

L’associazione ricorda «gli incendi del 2018 in Agordino e a Soverzene causati dai cavi spezzati e gli innumerevoli blackout che hanno colpito la provincia nell’ultimo decennio» e chiude: «Il Bellunese ha urgente bisogno di infrastrutture, ma devono smetterla di proporci progetti da terzo mondo. Anche i montanari hanno una dignità, pari se non superiore al resto del paese». —
 

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