Oltre quattro milioni per liberare le strade bellunesi. Ancora disagi e rischio di valanghe

Chiuse la Sp 49 di Misurina e la Sp 30 del Comelico. San Boldo interdetto fino a martedì sera per disgaggi urgenti

BELLUNO. Per sgomberare la neve dei primi giorni di gennaio sono stati spesi nel Bellunese 3 milioni e 592 mila euro. L’assessore regionale Giampaolo Bottacin, che ha provveduto a quantificare i costi, ieri ha informato il Dipartimento nazionale della Protezione civile che a giorni arriveranno anche le spese di questo weekend, che aumenteranno la cifra di un milione.

Sono state numerose, infatti, le valanghe e le slavine che hanno martellato la montagna bellunese. A Livinallongo domenica i distacchi di neve hanno invaso la strada Palla-Agai, quella di Vallazza e la comunale di Ornella nello stesso punto dove era scesa il giorno prima. Ieri un’altra a Livinadac, che fortunatamente non ha creato problemi, tuttavia – dice il sindaco Leandro Grones – «ha riempito tutti gli avvallamenti e ha creato di fatto una potenziale pista da bob per la neve che sta ancora a monte e ce n’è davvero tanta».


Il problema è che sotto Livinadac passano la strada comunale, la regionale e anche quella di Vallazza. E le temperature sono date in aumento da domani: così prevede l’Arpav.

Dall’altra parte della provincia, a Misurina, la strada per Carbonin è ancora chiusa per la neve; anche in questo caso il rischio è quello delle valanghe. Basti dire che sul monte Piave (il rifugio continua ad essere abitato) ci sono ancora 5 metri di neve, la metà a Misurina, dove gli automobilisti arrivano in trincea.

Il rischio valanghe ha indotto Veneto Strade a chiudere ieri la Sp 30 Panoramica del Comelico tra Costalissoio e Casada. Restano chiusi i passi Val Parola, Falzarego, Pordoi, Giau, Fedaia; quest’ultimo è inaccessibile sostanzialmente da due mesi. Da tempo è chiusa anche la provinciale 619 di Vigo di Cadore, a Casera razzo.

In parte chiusa e in parte riaperta la provinciale 148 Cadorna del Grappa. Off limits il passo San Boldo fra Trichiana e Cison, in provincia di Treviso. Rimarrà stoppato fino a questa sera per l’intervento dei rocciatori chiamati a disgaggiare alcuni massi pericolanti che incombono sulla strada a seguito del recente maltempo. Disagi a Cortina per le strade con la carreggiata ristretta dalla neve ai lati.

Sul fronte dei costi pesanti per lo sgombero della neve, ancora il 5 gennaio la Regione inviato ai sindaci la richiesta di quantificazione dei costi sostenuti per l’emergenza. La settimana scorsa, una volta raccolti i dati dei singoli comuni, la Protezione civile della Regione ha inviato al Dipartimento nazionale la relazione con la quantificazione complessiva.

«Dal primo al 10 gennaio è pari a 3 milioni 592 mila euro circa. Ovviamente questa cifra sarà integrata con le ulteriori segnalazioni che arriveranno nelle prossime ore dai Comuni», sottolinea l’assessore Giampaolo Bottacin. «A fronte di questo ci attendiamo che il governo stanzi la cifra quanto prima in modo tale da poter procedere con i conseguenti ristori. In caso di emergenze di questo tipo, infatti, la Regione ha il compito di raccogliere la stima dei danni e di inviarla al Dipartimento nazionale della Protezione civile che a sua volta produce richiesta di finanziamento al governo. Con Vaia il governo di allora stanziò immediatamente 2,6 miliardi di euro, uno dei quali destinati al Veneto. Mi auguro che accada la stessa cosa anche se non posso nascondere una certa preoccupazione relativamente alla comunicazione pervenutami a dicembre dal Capo Dipartimento della protezione civile nazionale in cui ha sottolineato che in relazione alle richieste di risarcimento per le emergenze del 2019 e 2020 i fondi non ci sarebbero».

La cifra dei 3 milioni e mezzo si riferisce ai mesi di dicembre e d’inizio gennaio. Solo nella nevicata di fine anno l’importo ammonta a 2 milioni e 191 mila euro, di cui un milione e 178 mila per lo sgombero neve e lo spargimento di sale, 205 mila euro l’acquisto del sale e di pietrisco, 107 mila euro per il carburante dei mezzi e 79 mila euro di oneri straordinari. In aggiunta 46 mila euro per l’ospitalità dei volontari arrivati da fuori provincia. —


 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi