Safilo, da aprile tutti in cassa straordinaria

Un nuovo piano per trovare i 200 esuberi: incentivata con 12 mensilità l’uscita dalla fabbrica entro il 31 marzo

LONGARONE Un accordo ritagliato sulle esigenze delle varie fasce di età dei lavoratori. È il senso del nuovo documento siglato da azienda e sindacati di categoria che ieri è stato presentato ai lavoratori della Safilo di Longarone presenti in fabbrica nel corso delle assemblee. Oggi il documento sarà esposto al resto del personale. Un piano che, come hanno precisato i segretari della Uiltec Uil Rosario Martines, della Filctem Cgil, Denise Casanova e della Femca Cisl Bruno Deola «è il migliore possibile per le condizioni in cui attualmente si trova la fabbrica». Un piano pensato per dare un supporto ai 200 lavoratori in esubero che la società intende lasciare andare entro quest’anno.

Cosa prevede l’accordo

Tra i punti contenuti nel piano Safilo vi è la richiesta della cassa integrazione straordinaria per 12 mesi a partire dal primo aprile 2021. Rispetto all’accordo siglato l’anno scorso, i contratti di solidarietà entrano in scena soltanto qualora la cassa straordinaria non venisse riconosciuta dal governo. Non è escluso, che per diversi motivi, anche legati al mercato, per alcune figure la cassa straordinaria possa essere portata a zero ore anche per lunghi periodi: in questo caso l’azienda andrà incontro al reddito del lavoratore, anticipando parte del Tfr, fino a 400 euro lordi mensili.

Formazione per i giovani
Ma il punto focale del piano prevede diversi strumenti a sostegno dei dipendenti siano essi giovani, meno giovani o prossimi alla pensione. Per la prima categoria, cioè i giovani, sono previsti dei corsi di formazione. «Ci sono diversi progetti a cui si può aderire in questo senso sia a livello nazionale, dove esiste il Fondo per le nuove competenze che sarà rivolto ai dipendenti che operano nei settori un po’ più critici dell’azienda, sia a livello regionale», sottolinea Rosario Martines. della Uiltec.

Gli incentivi e le uscite volontarie
Nell’accordo trova posto la possibilità di un’uscita incentivata entro il 31 marzo 2021. Ai lavoratori dai 57 anni in su che intendano lasciare Safilo entro questa data per agganciare la pensione entro quattro anni dall’uscita dalla fabbrica, l’azienda coprirà i mesi (fino a un massimo di 9) che li separano dalla pensione al termine di Cigs e Naspi; a loro andranno 835 euro mensili di contributi volontari. Per quanto riguarda gli incentivi all’esodo, questi seguiranno una tabella in base all’età. Al lavoratore che lascerà l’impiego entro il 31 marzo saranno riconosciute 12 mensilità di incentivo a prescindere dall’età. A coloro che usciranno entro la fine di maggio saranno riconosciuti i seguenti incentivi: otto mensilità agli under 45, dieci agli under 55, dodici agli over 56. Coloro che decideranno di lasciare la Safilo ancora più tardi, vedranno gli incentivi ridursi del 50%. Prevista anche la possibilità di godere di 60 giorni di aspettativa entro nove mesi dall’avvio della Cigs per fare esperienze in altre fabbriche in vista di nuove assunzioni. —

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