Sanità da tutelare Rufus: il sindaco cosa sta facendo?

Belluno

L’ospedale di Belluno ha perso negli anni tanti servizi. Un’emorragia continua, denunciata anche in consiglio comunale attraverso una mozione che, quattro mesi fa, aveva impegnato il sindaco ad attivarsi per invertire una rotta pericolosa, per il futuro dei servizi sanitari nel territorio. Ora il consigliere del gruppo Misto Fabio Rufus Bristot chiede conto di quegli impegni.


Il momento non è casuale: a breve la direzione dell’Usl 1 sarà sostituita. E Bristot evidenzia «il netto e chiaro auspicio di tutta la comunità bellunese che il presidente della Regione Veneto nomini alla fine persone davvero capaci di ascoltare le espressioni e le istanze del territorio e delle sue comunità e persone in grado di realizzare/potenziare compiutamente quei servizi sanitari che non sono presenti nella nostra provincia o che, nel tempo, a causa delle vigenti schede sanitarie, sono stati innegabilmente ridotti o sottratti al territorio», scrive il consigliere in un’interrogazione.

Con la mozione approvata quattro mesi fa, il consiglio comunale dava mandato a Massaro di coinvolgere tutti i Comuni della provincia, inviando la mozione per fare delle proposte unitarie alla Regione, al fine di salvaguardare la sanità bellunese da ulteriori tagli. E lo sollecitava a richiedere nuovamente un tavolo permanente sulla sanità con sede in Provincia. «La mozione è stata inviata?», si chiede Bristot. Che poi vuole sapere «quali atti e azioni misurabili e tangibili (convocazioni, lettere, incontri, relazioni, analisi, prese di posizione, ecc.) abbia prodotto il sindaco Massaro in quattro mesi, che sarebbero stati sufficienti per creare almeno quel tavolo di lavoro assolutamente necessario per dare consapevolezza e fare alzare la testa a questa provincia».

Infine, il consigliere chiede quali azioni il sindaco voglia promuovere e attuare «al fine di garantire un orientamento preciso della Regione Veneto affinché questa provincia possa dotarsi di una Direzione dell’Usl che difenda gli ospedali del territorio, con particolare riferimento a quelli di Agordo e Pieve di Cadore, ma soprattutto a difesa dell’ospedale San Martino di Belluno. Così “generoso” da aver perso negli ultimi anni, a causa delle scelte gestionali dell’attuale Direzione, servizi, piccole eccellenze guadagnate nel tempo e figure di riconosciuta professionalità, il cui elenco sarebbe oltremodo lungo». —



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