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Fai la colazione al bar con caffè e brioche? Il conto lo paga la Caritas di Pedavena

I buoni per famiglie in difficoltà erogati da don Alberto «Possono essere spesi in farmacia o in qualunque altra bottega»

PEDAVENA

Si può lasciare un piccolo “conto” da pagare anche al bar per quel cappuccino e brioche che non ci si può permettere, o per quel farmaco o prodotto da banco che può dare un certo sollievo ma che non si può comprare perché sfora budget sempre più appiattiti sullo strettamente necessario. Ma alla fine chi paga? A saldare il conto ci pensa la Caritas alla quale è stata assegnata la somma di 3.600 euro, raccolta con l’iniziativa natalizia di Pedavena che ha messo insieme commercianti e cittadini per un contributo di solidarietà da distribuire ai meno abbienti. Ma non ci sono particolari condizioni che possano creare la solita discriminazione.


«Se queste persone destinatarie dei coupon che abbiamo preparato vogliono andare a fare la prima colazione al bar, ne hanno piena facoltà», spiega don Alberto Ganz. «Possono scegliere di fare la spesa o andare in farmacia o in qualunque altra bottega o esercizio di Pedavena dove preferiscano spendere il buono da 25 euro. Il buono va esibito dalla persona che ne è in possesso, il commerciante segna il credito, e la Caritas si occupa del saldo. In questo modo si crea un piccolo ma significativo indotto fra le attività di commercio, compresi i bar, che hanno patito e continuano a subire gli effetti drammatici della pandemia. E le famiglie bisognose sono dignitosamente messe nella condizione di poter scegliere come meglio utilizzare il proprio coupon».

Il tutto è nato a ridosso di Natale quando Pro loco e amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione dei commercianti hanno ideato e realizzato “DoniAMOci il Natale”, iniziativa benefica alla quale ha aderito la Caritas parrocchiale. Il paese è stato allestito con addobbi e presepi e si sono realizzate delle scatole colorate in dotazione ai negozi per la raccolta di offerte che non sono mancate.

«Lo scopo è stato quello di creare una rete di solidarietà fra le varie componenti della società pedavenese», continua il parroco, «per non dimenticare nessuno, in particolare famiglie che in questo brutto periodo oltre a problemi economici possono soffrire anche di solitudine».

Già da molti anni la Caritas parrocchiale non riceve più gli alimenti del Banco alimentare, conclude don Alberto.

«Questo per una scelta pastorale diversa che tende a coinvolgere la comunità. L’acquisto di alimenti e le eventuali spese per il pagamento delle bollette sono sostenute dalla parrocchia. Ma si dimostra costantemente anche l’aiuto erogato dalla comunità pedavenese che dona beni di prima necessità depositandoli nei contenitori appositi sotto gli altari minori della chiesa». —


 

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