Parapiglia alla festa di compleanno: chiesto il processo per due invitati

Sotto gli occhi increduli della festeggiata, la titolare di uno storico bar di Polpet, si scatena un parapiglia, che proseguirà all’esterno del locale. C’è la richiesta di rinvio a giudizio per un 26enne pontalpino e un 23enne di Trichiana

PONTE NELLE ALPI

La festa di compleanno finissce all’ospedale. E poi in tribunale e dal giudice di pace. Sotto gli occhi increduli della festeggiata, la titolare di uno storico bar di Polpet, si scatena un parapiglia, che proseguirà all’esterno del locale. C’è la richiesta di rinvio a giudizio per due degli invitati: un 26enne della frazione pontalpina e un 23enne di Trichiana. Entrambi sono accusati in concorso di lesioni aggravate per aver scagliato a terra un altro dei presenti, colpendolo poi con calci e pugni e provocandogli ferite da 44 giorni di prognosi. C’è un certificato medico molto dettagliato e, in caso di processo, ci sarà una richiesta di risarcimento danni da parte dell’avvocato Roberta Resenterra, che si costituirà parte civile.


È il 25 luglio di due anni fa, in piazza Arrigo Boito e tra mezzanotte e l’una ci sono parecchi clienti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nasce una discussione tra i due gestori e uno dei figli per motivi legati al suo rendimento scolastico. Il ragazzo comincia a insultarli in maniera pesante, rovinando l’atmosfera di festa che c’era stata fino a quel momento, tra un brindisi e una fetta di torta. Un amico della coppia cerca di prendere le loro difese, afferrando per i polsi il ragazzo, in maniera da farlo smettere, soprattutto nei confronti del padre. A quel punto, il giovane prova a divincolarsi, dandogli due leggere sberle e mettendogli una mano in faccia, con il risultato di farsi mordere il pollice e soffrire una ferita lacero contusa. Tutto questo dura pochi secondi e sembra finita così.

Ma l’episodio più grave non è ancora avvenuto ed è qualcosa di imprevedibile. Passa qualche minuto e, nelle vicinanze del pubblico esercizio, l’uomo sarà aggredito dal fratello del ragazzo e da un’altra persona. Verrà scaraventato sull’asfalto e investito di calci e pugni. Il referto del medico dell’ospedale San Martino di Belluno parla di trauma facciale e fratture del pavimento orbitario sinistro, del setto e delle ossa nasali. Il pubblico ministero Simone Marcon ha chiesto il processo per entrambi (difesi di fiducia dagli avvocati Fascina e Mariangela Sommacal) e l’udienza preliminare, davanti al giudice Elisabetta Scolozzi, si svolgerà martedì prossimo.

La vittima dell’aggressione finale, invece, sarà di fronte al giudice di pace per le lesioni da sei giorni di malattia provocate dal morso al dito. Potrebbe cavarsela con un’offerta in denaro oppure affrontare il dibattimento. Non c’è ancora una data per quest’altro procedimento. —




 

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