Insieme ce la faremo

È ormai passato quasi un anno da quando abbiamo iniziato a sentire di questa “influenza cinese” che faceva paura, ma che sembrava lontanissima da noi: nel giro di pochi giorni, poi, la chiusura delle scuole, degli esercizi pubblici, delle strutture sportive. Il Covid ha rivoluzionato la nostra vita di cittadini, e lo ha fatto anche con quella dei sindaci.

L’arrivo del coronavirus ha cambiato molte cose per noi amministratori: innanzitutto, le priorità. Non ci siamo certo dimenticati quelle di prima (le manutenzioni, il turismo, il sociale) ma stiamo lavorando sempre sotto la “cupola” del Covid: costi più alti per i cantieri per la sicurezza dei lavoratori, eventi e manifestazioni pubblici e privati cancellati, un incremento della spesa sociale per aiutare chi – e sono tanti – si è trovato in difficoltà estreme perché tutta la famiglia è finita in cassa integrazione, perché precario non ha visto rinnovato il suo contratto o perché lavoratore a chiamata in quel settore ricettivo e turistico praticamente bloccato da un anno. Abbiamo sempre dovuto fare i conti con risorse limitate per la gestione del Comune, ma il 2020 è stata davvero durissimo, come lo sarà il 2021: abbiamo visto un crollo delle entrate e un aumento delle spese per i servizi sociali e per la protezione civile; per non farci mancare niente, abbiamo dovuto anche affrontare le problematiche meteo, le frane, la neve, il vento forte. Insomma, abbiamo affrontato tante emergenze mentre lottavamo contro LA emergenza.


È cambiato molto anche nel modo di lavorare: le riunioni nella mia agenda non sono mai mancate, ma l’emergenza ha aumentato il numero di videoconferenze ai quali quotidianamente devo presenziare; si passa dalla Prefettura alla Regione, finendo alle riunioni di giunta e agli incontri con i consiglieri. Quello che manca, però, è il contatto diretto con l’interlocutore: le riunioni in video certamente creano meno disagi, visto che non richiedono spostamenti, ma un dialogo sulla rete non reggerà mai il confronto con uno scambio faccia a faccia. Questo mi manca: per me, la politica, l’amministrazione, è confronto diretto con le persone; l’intermediazione di uno schermo rende tutto più freddo.

Sembra strano detto da uno che è giudicato “troppo social”: in tempi in cui bisogna comunicare il più chiaramente e il più velocemente possibile quanto sta accadendo, la nuove normative nazionali e regionali e i provvedimenti comunali, l’unica soluzione era quella di affidarsi ai social network per spiegare, soprattutto ai più giovani, quale fosse la situazione e come comportarsi, “responsabilizzandoli” anche dell’informazione verso i più anziani.

In questo lunghissimo anno ho vissuto momenti di preoccupazione e di tristezza: ogni decisione presa o non presa può incidere sulla diffusione del contagio, ogni scelta può salvare o mettere in pericolo una vita. Scelte come quelle di chiudere i parchi dove giocano i bambini o di far controllare le piazze e le vie per evitare gli assembramenti di ragazzi e di adulti non sono state facili, e mi hanno addolorato per tutti i riflessi che avrebbero comportato.

La nostra città ha pianto tante vittime: qualcuno lo conoscevo personalmente, altri solo di vista, altri ancora non avevo mai avuto modo di incontrarli, ma la scomparsa di ognuno di loro è stata un grande dolore.

Ho avuto anche paura per la mia salute e quella dei miei cari: ci sono ancora situazioni nelle quali il ritrovo in presenza è inevitabile e l’idea di poter prendere il virus nonostante le precauzioni, di portarlo a casa dai bambini o dai miei genitori, mi ha sempre preoccupato e mi preoccupa tuttora.

Non siamo ancora fuori dal tunnel: vediamo la luce, è vero, e la scienza ci porta a sperare che questa volta ne potremo uscire davvero. Proprio per questo, non possiamo ancora permetterci di cedere: la voglia di uscire con gli amici è tanta, anche per me, ma il rischio di contagio è ancora dietro l’angolo.

La nostra comunità è un esempio di rispetto delle regole, ed è un onore per me rappresentarla, e so che grazie a tutti ne usciremo. —



*sindaco di Belluno

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